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Pio XII
Fulgens radiatur

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  • IV. La ricostruzione del monastero di Montecassino, doveroso tributo di riconoscenza.
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IV. La ricostruzione del monastero di Montecassino, doveroso tributo di riconoscenza.

1. La guerra, quando nella recente conflagrazione raggiunse le spiagge della Campania e del Lazio, colpì in modo compassionevole, come ben sapete, venerabili fratelli, anche la sacra sommità del Monte Cassino; e per quanto Noi con ogni Nostro potere, pregando, esortando e supplicando, nulla avessimo tralasciato affinché non si arrecasse una così enorme ingiuria alla nostra santa religione, alle arti e alla stessa umana civiltà, pur tuttavia essa ha distrutto e annientato quella preclara sede di studi e di pietà che, quasi luce vincitrice delle tenebre, era emersa dalle onde dei secoli. Mentre città, borghi e villaggi tutt'intorno venivano ridotti a cumuli di rovine, parve che anche l'Archicenobio Cassinese, casa madre dell'ordine benedettino, volesse in certo modo partecipare al lutto dei suoi figli e condividerne le disgrazie. Di esso quasi null'altro rimane incolume se non il venerabile ipogeo, dove con ogni devozione sono conservati i resti mortali del santo patriarca.

2. Al presente, ove prima risplendevano artistici monumenti, vi sono mura pericolanti, macerie e rovine, che gli sterpi miseramente ricoprono e soltanto una piccola dimora per i monaci è stata recentemente costruita nelle vicinanze. Ma perché non sarà lecito sperare che, mentre si commemora il XIV centenario da che il nostro santo conquistò la felicità celeste, dopo aver cominciato e condotto a termine impresa così grandiosa, perché - diciamo - non possiamo sperare che con il concorso di tutti i buoni, e specialmente dei più facoltosi e più generosi, venga al più presto restituito al suo primitivo splendore questo antichissimo archicenobio? Un tale atto di generosità è certamente dovuto verso san Benedetto da parte del mondo civile, che deve attribuire in gran parte al santo e alla sua operosa famiglia, se oggi risplende tanta luce di dottrina e possiede antichi documenti letterari. Confidiamo perciò che l'esito risponda felicemente alla Nostra speranza e ai Nostri voti; e questa impresa sia non solamente un dovere di ricostruzione e di riparazione, ma un auspicio pure di tempi migliori nei quali lo spirito dell'ordine benedettino e i suoi quanto mai opportuni insegnamenti vengano di giorno in giorno sempre più a rifiorire.

3. Con questa soavissima speranza, ad ognuno di voi, venerabili fratelli, e al gregge alle cure di ciascuno affidato, come pure a tutt'intera la famiglia dei monaci che si gloria di questo grande legislatore, maestro e padre, con tutta l'effusione dell'animo impartiamo la benedizione apostolica, auspicio delle celesti grazie e testimonio della Nostra benevolenza.

Roma, presso la Basilica di San Pietro, il 21 marzo, nella festa di san Benedetto, anno 1947, IX del Nostro pontificato.




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