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Pio XII
Radiomessaggio di Pentecoste 1941

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  • III. La "Rerum novarum" e i suoi benefici effetti.
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III. La "Rerum novarum" e i suoi benefici effetti.

 

7. Che se, diletti figli, oggi, dopo un cinquantennio dalla pubblicazione dell’enciclica, voi Ci domandate fino a qual segno e misura l’efficacia della sua parola corrispose alle nobili intenzioni, ai pensieri ricchi di verità, ai benefici indirizzi intesi e suggeriti dal suo sapiente Autore, sentiamo di dovervi rispondere: proprio per rendere a Dio onnipotente, dal fondo dell’animo Nostro, umili grazie per il dono, che, or sono cinquant’anni, largì alla Chiesa con quell’enciclica del suo vicario in terra, e per lodarlo del soffio dello Spirito rinnovatore, che per essa, da allora in modo sempre crescente, effuse sull’umanità intera. Noi, in questa solennità della Pentecoste, Ci siamo proposti di rivolgervi la Nostra parola.

8. Già il nostro Predecessore Pio XI esaltò nella prima parte della sua enciclica commemorativa la splendida messe, cui aveva maturata la Rerum novarum, germe fecondo, donde si svolse una dottrina sociale cattolica, che offrì ai figli della Chiesa, sacerdoti e laici, ordinamenti e mezzi per una ricostruzione sociale, esuberante di frutti; sicché per lei sorsero nel campo cattolico numerose e varie istituzioni benefiche e fiorenti centri di reciproco soccorso in favore proprio e d’altrui. Quale prosperità materiale e naturale, quali frutti spirituali e soprannaturali, non sono provenuti agli operai e alle loro famiglie dalle unioni cattoliche! Quanto efficace e opportuno al bisogno non si è dimostrato il contributo dei sindacati e delle associazioni in pro del ceto agricolo e medio per sollevarne le angustie, assicurarne la difesa e la giustizia, e in tal modo, mitigando le passioni, preservare da turbamenti la pace sociale!

9. Né questo fu tutto il vantaggio. L’enciclica Rerum novarum, accostandosi al popolo, che abbracciava con stima e amore, penetrò nei cuori e nelle menti della classe operaia e vi infuse sentimento cristiano e dignità civile; a segno tale che la potenza dell’attivo suo influsso venne, con lo scorrere degli anni, così efficacemente esplicandosi e diffondendosi, da far diventare le sue norme quasi comune patrimonio della famiglia umana. E mentre lo Stato, nel secolo decimonono, per soverchio esaltamento di libertà, considerava come suo scopo esclusivo il tutelare la libertà con il diritto, Leone XIII lo ammonì essere insieme suo dovere l’applicarsi alla provvidenza sociale, curando il benessere del popolo intero e di tutti i suoi membri, particolarmente dei deboli e diseredati, con larga politica sociale e con creazione di un diritto del lavoro. Alla sua voce rispose un’eco potente; ed è sincero debito di giustizia riconoscere i progressi, che la sollecitudine delle autorità civili di molte nazioni hanno procurato alla condizione dei lavoratori. Onde ben fu detto che la Rerum novarum divenne la Magna Charta dell’operosità sociale cristiana.

10. Intanto trascorreva un mezzo secolo, che ha lasciato solchi profondi e tristi fermenti nel terreno delle nazioni e delle società. Le questioni, che i mutamenti e rivolgimenti sociali e soprattutto economici offrivano a un esame morale dopo la Rerum novarum sono state con penetrante acutezza trattate dal Nostro immediato Predecessore nella enciclica Quadragesimo anno. Il decennio che la seguì non fu meno ricco degli anni anteriori per sorprese nella vita sociale ed economica, e ha versate le irrequiete e oscure sue acque nel pelago di una guerra, che può avere imprevedibili flutti urtanti l’economia e la società.

11. Quali problemi e quali assunti particolari, forse del tutto nuovi, presenterà alla sollecitudine della Chiesa la vita sociale dopo il conflitto che mette a fronte tanti popoli, l’ora presente rende difficile designare e antivedere. Tuttavia, se il futuro ha radice nel passato, se l’esperienza degli ultimi anni Ci è maestra per l’avvenire, Noi pensiamo di servirci dell’odierna commemorazione per dare ulteriori principi direttivi morali sopra tre fondamentali valori della vita sociale ed economica; e ciò faremo animati dallo stesso spirito di Leone XIII e svolgendo le sue vedute veramente, più che profetiche, presaghe dell’insorgente processo sociale dei tempi. Questi tre valori fondamentali, che s’intrecciano, si saldano e si aiutano a vicenda, sono: l’uso dei beni materiali, il lavoro, la famiglia.




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