27. Se tra il proposito e
l’attuazione apparve talvolta evidente la sproporzione; se vi furono falli,
comuni del resto a ogni umana attività; se diversità di pareri nacquero sulla
via seguita o da seguirsi, tutto ciò non ha da far cadere d’animo o rallentare
il vostro passo o suscitare lamenti o accuse; né può far dimenticare il fatto
consolante che dall’ispirato messaggio del pontefice della Rerum novarum scaturì vivida e limpida una sorgente di spirito
sociale forte, sincero, disinteressato; una sorgente la quale, se oggi potrà venire
in parte coperta da una valanga di eventi diversi e più forti, domani, rimosse
le rovine di questo uragano mondiale, all’iniziarsi il lavoro di ricostruzione
di un nuovo ordine sociale, implorato degno di Dio e dell’uomo, infonderà nuovo
gagliardo impulso e nuova onda di rigoglio e crescimento
in tutta la fioritura della cultura umana. Custodite la nobile fiamma di
spirito sociale fraterno, che, or è mezzo secolo, riaccese nei cuori dei vostri
padri la face luminosa e illuminante della parola di Leone XIII: non lasciate
né permettete che manchi d’alimento e, sfavillando ai vostri commemorativi
ossequi, muoia, spenta da una ignava, schiva e
guardinga indifferenza verso i bisogni dei più poveri tra i nostri fratelli, o
travolta nella polvere e nel fango dal turbinante soffio dello spirito
anticristiano o non cristiano. Nutritela, avvivatela,
elevatela, dilatatela questa fiamma; portatela
ovunque viene a voi un gemito di affanno, un lamento
di miseria, un grido di dolore; rinfocatela sempre
nuovamente con l’ardenza di amore attinto al Cuore
del Redentore, a cui il mese che oggi si inizia è consacrato. Andate a quel
cuore divino, mite e umile, rifugio per ogni conforto nella fatica e nel peso
dell’azione: è il cuore di colui, che a ogni opera
genuina e pura, compiuta nel suo nome e nel suo spirito, in favore dei
sofferenti, degli angustiati, degli abbandonati dal mondo e dei diseredati di
ogni bene e fortuna, ha promesso l’eterna ricompensa beatificante: Voi
benedetti del Padre mio. Ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli,
l’avete fatto a me!
Festa di
Pentecoste del 1941.
|