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Capo VII.
[83]S. Tommaso paragona la professione religiosa ad un secondo Battesimo.
Il Battesimo cancella tutti quanti i peccati gravi e leggeri; nella professione religiosa il novizio impara a detestare ogni sorta di male ed a guardarsene a costo di qualunque sacrificio.
Nel Battesimo si aprono le porte della Chiesa per essere introdotti quasi nell'anticamera del gran palazzo; nella professione religiosa si entra tutti nei gabinetti - 1275 -intimi.
Nel Battesimo uno diventa figlio di Dio; nella professione religiosa uno diventa amico di Gesù Cristo.
Vi ha il Battesimo di acqua, il Battesimo di desiderio, il Battesimo di sangue.
Nella professione religiosa hanno luogo: il Battesimo ordinario nella professione, una specie di Battesimo[84] di desiderio nella veemenza degli affetti che devono sempre animare i movimenti di cuore del religioso fervido, una specie di Battesimo di sangue nel sacrificio che fa di tutto se stesso alla religione.
Quanto cumulo di affetti santi e quanto ardore di opere buone e quanti desideri di opere migliori animano pertanto la vita del religioso! Deve sentirsi struggere il cuore di brama come chi ha gran fame e sete della giustizia; deve camminare come gigante nella via della perfezione, finché giunga al vertice del Calvario per morire martire col Re dei martiri.
Avanti la professione
Il rito sacro della professione religiosa si compie, ma dopoché il candidato si è preparato davanti al Signore, dimorando in conversazione con lui, stando per dieci giorni nella solitudine degli spirituali Esercizi.
Ma, come nessuno può essere giudice sicuro in causa propria, così si richiede anche la testimonianza altrui.
Tale testimonianza dev'essere fornita dal maestro dei novizi che, per un buon periodo di tempo, ha[85] assistito ed accompagnato il candidato; è poi necessario il giudizio maturo ed espresso del superiore generale, al quale unitamente al suo Consiglio generale o provinciale spetta l'ammettere ai voti.
Il superiore assume informazioni anche da confratelli distinti e bene informati, i quali possano aiutare la decisione sempre più ferma dell'individuo che viene a essere membro e fratello nuovo della congregazione.
Quando finalmente tutto è fermo e costituito, allora si determina il giorno e il programma di funzione per la celebrazione dell'atto solenne.
Il superiore generale o chi per esso, vestito di cotta e stola, si prostra dinanzi al santo crocifisso, invoca i lumi dello Spirito Santo - 1276 -col Veni Creator.
Supplica la bontà di Gesù Cristo colla recita delle litanie del sacro Cuore, affinché il professante diventi sempre più umile e mite di cuore a somiglianza del divin Maestro; supplica parimente colle litanie della Vergine perché la comune Madre riceva in figlio il postulante genuflesso.
Dopo tutto questo, finalmente il novizio pronuncia la formula di professione e così diventa grato al Signore; caro ai fratelli che lo circondano, pietra fondamentale nell'edificio della congregazione, padre egli stesso di numerosa figliolanza[86] spirituale, le vocazioni che alla sua volta il fratello professo colla preghiera, coll'esempio, coll'opera sua, saprà guadagnare alla maggior gloria del Signore ed alla salute delle anime.
Dopo la professione
Il nuovo fratello consideri la grazia che Dio gli ha fatto e se ne renda sempre più meritevole, camminando sempre con speranza e con timore nell'esercizio della virtù. I fratelli se ne rallegrino semplicemente in Domino. Si permette che alla mensa si aggiunga un segno sensibile di comune letizia, che uno o pochi fratelli aggiungano parole di congratulazione e di esultanza.
Si consiglia il neoprofesso di non dimenticare facilmente le pratiche del noviziato e la persona del maestro.
Al maestro ed alla Regola del noviziato si consiglia di volgere tuttavia sguardo amorevole dal professo, perché cammini cauto e franco nelle mansioni maggiori che gli verranno addossate.
Però non deve il neoprofesso abbandonarsi a soverchia attività esteriore; badi a rassodarsi[87] sempre più nelle virtù interne.
I superiori alla loro volta ne avranno cura molto diligente, perché i primi passi nell'esercizio del ministero santo siano messi innanzi con prudente cautela.
Più facile è creare che conservare: raro è che un novizio buono diventi migliore dopo la professione, se non si osservano specialissime attenzioni di cura e di sollecitudine.
L'atto formale della professione viene soscritto dal neoprofesso, dai testimoni, dal superiore generale.
Tutto - 1277 -si faccia con fede, affinché il nome del neoprofesso, come quello dei confratelli anziani, dal libro materiale della congregazione sia poi scritto nel libro spirituale della vita eterna.