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1. La
sacra Liturgia è pertanto il culto pubblico che il nostro Redentore rende al
Padre, come Capo della Chiesa, ed è il culto che la società dei fedeli rende al
suo Capo e, per mezzo di Lui, all'Eterno Padre: è, per dirla in breve, il culto
integrale del Corpo mistico di Gesù Cristo, cioè del Capo e delle sue membra.
L'azione liturgica ha inizio con la fondazione stessa della Chiesa, I primi
cristiani, difatti, "erano assidui agli insegnamenti degli Apostoli e alla
comune frazione del pane e alla preghiera" (Act. 2, 42). Dovunque i
Pastori possono radunare un nucleo di fedeli, erigono un altare sul quale
offrono il Sacrificio, e intorno ad esso vengono disposti altri riti adatti
alla santificazione degli uomini e alla glorificazione di Dio. Tra questi riti
sono, in primo luogo, i Sacramenti, cioè le sette principali fonti di salvezza;
poi la celebrazione della lode divina, con la quale i fedeli anche insieme
riuniti obbediscono alla esortazione dell'Apostolo: "Istruendovi ed
esortandovi tra voi con ogni sapienza, cantando a Dio nei vostri cuori,
ispirati dalla grazia, salmi, inni e cantici spirituali" (Col. 3, 16); poi
la lettura della Legge, dei Profeti, del Vangelo e delle Lettere Apostoliche, e
infine l'omelia con la quale il Presidente dell'assemblea ricorda e commenta
utilmente i precetti del Divino Maestro, g1i avvenimenti principali della sua
vita, e ammonisce tutti ,oli astanti con opportune esortazioni ed esempi.
2. I1
culto si organizza e si sviluppa secondo le circostanze ed bisogni dei
cristiani, si arricchisce di nuovi riti, cerimonie e formole, sempre con il
medesimo intento: "affinché cioè da quei segni noi siamo stimolati... ci
sia noto il progresso compiuto e ci sentiamo sollecitati ad accrescerlo con
maggior vigore: l'effetto, difatti, è più degno se più ardente è l'affetto che
lo precede"(Sant'Agostino, Epist. CXXX ad Probam, 18). Così l'anima più e
meglio si eleva verso Dio; cosi il sacerdozio di Gesù Cristo è sempre in atto
nella successione dei tempi, non essendo altro la Liturgia che l'esercizio di questo
sacerdozio. Come il suo Capo divino, cosi la Chiesa assiste continuamente i
suoi figli, li aiuta e li esorta alla santità, perché, ornati di questa
soprannaturale dignità, possano un giorno far ritorno al Padre che è nei cieli.
Essa rigenera alla vita celeste i nati alla vita terrena, li corrobora di
Spirito Santo per la lotta contro il nemico implacabile; chiama i cristiani
intorno agli altari e, con insistenti inviti, li esorta a celebrare e prender
parte al Sacrificio Eucaristico, e li nutre col pane degli Angeli perché siano
sempre più saldi; purifica e consola coloro che il peccato ferì e macchiò;
consacra con legittimo rito coloro che per divina vocazione sono chiamati al
ministero sacerdotale; rinvigorisce con grazie e doni divini il casto connubio di
quelli che sono destinati a fondare e costituire la famiglia cristiana; dopo
averne confortato e ristorato col Viatico Eucaristico e la Sacra Unzione le
ultime ore della vita terrena, accompagna al sepolcro con somma pietà le
spoglie dei suoi figli, le compone religiosamente, le protegge al riparo della
Croce, perché possano un giorno risorgere trionfando sulla morte; benedice con
particolare solennità quanti dedicano la loro vita al servizio divino nel
conseguimento della perfezione religiosa; stende la sua mano soccorrevole alle
anime che nelle fiamme della purificazione implorano preghiere e suffragi, per
condurle finalmente alla eterna beatitudine.
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