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1. Per
meglio comprendere, poi, la sacra Liturgia, è necessario considerare un altro
suo importante carattere. La Chiesa è una società, ed esige, perciò, una sua
propria autorità e gerarchia. Se tutte le membra del Corpo Mistico partecipano
ai medesimi beni e tendono ai medesimi fini, non tutte godono dello stesso
potere e sono abilitate a compiere le medesime azioni. Il Divin Redentore ha,
difatti, stabilito il suo Regno sulle fondamenta dell'Ordine sacro, che è un
riflesso della celeste Gerarchia. Ai soli Apostoli ed a coloro che, dopo di
essi, hanno ricevuto dai loro successori l'imposlzlone delle mani, è conferita
la potestà sacerdotale, in virtù della quale, come reppresentano davanti al
popolo loro affidato la persona di Gesù Cristo, così rappresentano il popolo
davanti a Dio. Questo sacerdozio non viene trasmesso né per eredità né per
discendenza carnale, né risulta per emanazione della comunità cristiana o per
deputazione popolare. Prima di rappresentare il popolo presso Dio, il sacerdote
rappresenta il divin Redentore, e perchè Gesù Cristo è il Capo di quel corpo di
cui i cristiani sono membra, egli rappresenta Dio presso il suo popolo. La
potestà conferitagli, dunque, non ha nulla di umano nella sua natura; è
soprannaturale e viene da Dio: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando
voi... (Joh. 20, 21), chi ascolta voi, ascolta me... (Luc. 10, 16), andando in
tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura; chi crederà e sarà
battezzato, sarà salvo "(Marc. 16, 15-16). Perciò il sacerdozio esterno e
visibile di Gesù Cristo si trasmette nella Chiesa non in modo universale,
generico e indeterminato, ma è conferito a individui eletti, con la generazione
sprituale dell'Ordine, uno dei sette Sacramenti, il quale non solo conferisce
una grazia particolare, propria di questo stato e di questo ufficio, ma anche
un carattere indelebile, che configura i sacri ministri a Gesù Cristo
sacerdote, dimostrandoli adatti a compiere quei legittimi atti di religione con
i quali gli uomini sono santificati e Dio è glorificato, secondo le esigenze
dell'economia soprannaturale.
2.
Difatti, come il lavacro del Battesimo distingue i cristiani e li separa dagli
altri che non sono stati lavati nell'onda purificatrice e non sono membra di
Cristo, così il Sacramento dell'Ordine distingue sacerdoti da tutti gli altri
cristiani non consacrati, perché essi soltanto, per vocazione soprannaturale,
sono stati introdotti all'augusto ministero che li destina ai sacri altari e li
costituisce divini strumenti per mezzo dei quali si partecipa alla vita
soprannaturale col Mistico Corpo di Gesù Cristo. Inoltre, come abbiamo già
detto, essi soltanto sono segnati col carattere indelebile che li configura al
sacerdozio di Cristo, e le loro mani soltanto sono consacrate "perché sia
benedetto tutto ciò che benedicono, e tutto ciò che consacrano sia consacrato e
santificato in nome del Signor Nostro Gesù Cristo". Ai sacerdoti, dunque,
deve ricorrere chiunque vuol vivere in Cristo, perche da essi riceva il
conforto e l'alimento della vita spirituale, il farmaco salutare che lo sanerà
e lo rinvigorirà, perchè possa felicemente risorgere dalla perdizione e dalla
rovina dei vizi; da essi, infine, riceverà la benedizione che consacra la
famiglia, e da essi l'ultimo anelito della vita mortale sarà diretto
all'ingresso nella beatitudine eterna.
3.
Poichè, dunque, la sacra Liturgia è compiuta soprattutto dai sacerdoti in nome
della Chiesa, la sua organizzazione, il suo regolamento e la sua forma non
possono che dipendere dall'autorita della Chiesa. Questa è non soltanto una
conseguenza della natura stessa del culto cristiano, ma è anche confermata
dalle testimonianze della storia.
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