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1. La
Gerarchia Ecclesiastica ha sempre usato di questo suo diritto in materia
liturgica allestendo e ordinando il culto divino e arricchendolo di sempre
nuovo splendore e decoro a gloria di Dio e per il vantaggio dei fedeli. Non
dubitò, inoltre - salva la sostanza del Sacriticio Eucaristico e dei Sacramenti
- mutare ciò che non riteneva adatto, aggiungere ciò che meglio sembrava
contribuire all'onore di Gesù Cristo e della Trinità augusta alla istruzione e
a stimolo salutare del popolo cristiano.
2. La
sacra Liturgia, difatti, consta di elementi umani e di elementi divini: questi,
essendo stati istituiti dal Divin Redentore, non possono, evidentemente, esser
mutati dagli uomini; quelli, invece, possono subire varie modifiche, approvate
dalla sacra Gerarchia assistita dallo Spirito Santo, secondo le esigenze dei
tempi, delle cose e delle anime. Da qui nasce la stupenda varietà dei riti
orientali ed occidentali; da qui lo sviluppo progressivo di particolari
consuetudini religiose e pratiche di pietà inizialmente appena accennate; di
qui viene che talvolta sono richiamate nell'uso e rinnovate pie istituzisni
obliterate dal tempo. Tutto ciò testimonia la vita della intemerata Sposa di
Gesù Cristo durante tanti secoli; esprime il linguaggio da essa usato per
manifestare al suo Sposo divino la fede e l'amore inesausto suo e delle genti
ad essa affidate; dimostra la sua sapiente pedagogia per stimolare e
incrementare nei credenti il "senso di Cristo".
3. Non
poche, in verità, sono le cause per le quali si spiega e si evolve il progresso
della sacra Liturgia durante la lunga e gloriosa storia della Chiesa. Così, per
esempio, una più certa ed ampia formulazione della dottrina cattolica sulla
incarnazione del Verbo di Dio, sul Sacramento e sul Sacrificio Eucaristico,
sulla Vergine Maria Madre di Dio, ha contribuito all'adozione di nuovi riti per
mezzo dei quali la luce più splendidamente brillata nella dichiarazione del
magistero ecclesiastico, si rifletteva meglio e più chiaramente nelle azioni
liturgiche, per giungere con maggiore facilità alla mente e al cuore del popolo
cristiano.
4.
L'ulteriore sviluppo della disciplina ecclesiastica nell'amministrazione dei
Sacramenti, per esempio del Sacramento della Penitenza, l'istituzione e poi la
scomparsa del catecumenato, la Comunione Eucaristica sotto una sola specie
nella Chiesa Latina, ha contribuito non poco alla modificazione degli aatichi
riti ed alla graduale adozione di nuovi e più confacenti alle mutate
disposizioni disciplinari.
5. A
questa evoluzione e a questi mutamenti contribuirono notevolmente le iniziative
e le pratiche pie non strettamente connesse con la sacra Liturgia, nate nelle
epoche successive per mirabile disposizione di Dio e così diffuse nel popolo:
come, per esempio, il culto più esteso e più fervido della divina Eucaristia,
della passione acerbissima del nostro Redentore, del sacratissimo Cuore di
Gesù, della Vcrgine Madre di Dio e del suo purissimo Sposo.
6. Tra
le circostanze esteriori ebbero la loro parte i pubblici pellegrinaggi di
devozianc ai sepolcri dei martiri, l'osservanza di particolari digiuni
istituiti allo stesso fine, le processioni stazionali di penitenza che si
celebravano in questa alma Città e allc quali non di rado interveniva anche il
Sommo Pontefice.
7. È
pure facilmente comprerisibile come il progresso delle belle arti, in special
modo dell'architettura, della pittura e della musica, abbiano influito non poco
sul determinarsi e il vario conformarsi degli elementi esteriori della sacra
Liturgia.
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