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1. Per
allontanare dalla Chiesa gli errori e le esagerazioni della verità di cui
abbiamo sopra parlato, e perché i fedeli possano, guidati dalle norme più
sicure, praticare l'apostolato liturgico con frutti abbondanti, riteniamo
opportuno, Venerabili Fratelli, aggiungere qualche cosa per dedurre in pratica
la dottrina esposta.
2.
Trattando della genuina pietà, abbiamo affermato che tra la Liturgia egli altri
atti di religione – purché siano rettamente ordinati e tendano al giusto fine -
non ci può essere vero contrasto; ci sono, anzi, alcuni esercizi di pietà che
la Chiesa raccomanda grandemente al Clero ed ai Religiosi.
3. Ora,
vogliamo che anche il popolo cristiano non sia alieno da questi esercizi. Essi
sono, per parlare soltanto dei principali, la meditazione di argomenti
spirituali, l'esame di coscienza, i ritiri spirituali, istituiti per riflettere
più intensamente sulle verità eterne, la visita al Santissimo Sacramento e le
preghiere particolari in onore della Beata Vergine Maria, tra le quali eccelle,
come tutti Sanno, il Rosario.
4. A
queste molteplici forme di pietà non può essere estranea l'ispirazione e
l'azione dello Spirito Santo; esse, difatti - sebbene in varia maniera -
tendono tutte a convertire e dirigere a Dio le anime nostre, perché le
purifichino dai peccati, le spronino al conseguimento della virtù, perché,
infine, le stimolino alla vera pietà, abituandole alla meditazione delle verità
eterne, e rendendole più adatte alla contemplazione dei misteri della natura
umana e divina di Cristo. Ed inoltre, nutrendo intensamente nei fedeli la vita
spirituale, li dispongono a partecipare alle sacre funzioni con frutto
maggiore, ed evitano il pericolo, che le preghiere liturgiche si riducano a un
vano ritualismo.
5. Non
vi stancate, dunque, Venerabili Fratelli, nel vostro zelo pastorale, di
raccomandare ed incoraggiare questi esercizi di pietà, dai quali scaturiranno
senza dubbio al popolo a voi affidata frutti salutari. Soprattutto, non
permettete - come alcuni ritengono, o colla scusa di un rinnovamento della
Liturgia, o parlando con leggerezza di una efficacia e dignità esclusive dei
riti liturgici - che le chiese siano chiuse durante le ore non destinate alle
pubbliche funzioni, come già accade in alcune regioni; che si trascurino
l'adorazione e la visita del Santissimo Sacramento; che si sconsigli la
confessione dei peccati fatta a solo scopo di devozione; che si trascuri,
specialmente tra la gioventù, fino al punto di illanguidire, il culto della
Vergine Madre di Dio che, come dicono i Santi, è segno di predestinazione.
Questi sono frutti avvelenati, sommamente nocivi alla pietà cristiana, che
spuntano da rami infetti di un albero sano; è necessario, perciò, reciderli,
perché la linfa dell'albero possa nutrire soltanto gradevoli ed ottimi frutti.
6.
Poiché, poi, le opinioni da alcuni manifestate a proposito della frequente
confessione sono del tutto aliene dallo Spirito di Cristo e della sua Sposa
immacolata, e veramente funeste per la vita spirituale, ricordiamo quello che
in proposito abbiamo scritto, con dolore, nella Enciclica Mystici Corporis, ed
insistiamo di nuovo, perché proponiate alla seria meditazione e alla docile
attuazione dei vostri greggi, e specialmente dei candidati al sacerdozio e del
giovane clero, quanto ivi abbiamo detto con gravi parole.
7.
Adoperatevi poi, in modo particolare, perché moltissimi, non soltanto del clero
ma anche del laicato, e specialmente gli appartenenti ai sodalizi religiosi ed
alle schiere dell'Azione Cattolica, prendano parte ai ritiri mensili e agli
esercizi spirituali compiuti in giorni determinati per incrementare la pietà.
Come abbiam detto sopra, questi esercizi spirituali sono utilissimi, anzi anche
necessari, per instillare nelle anime la genuina pietà, e per formarli alla
santità in modo che possano trarre dalla sacra Liturgia benefici più efficaci
ed abbondanti.
8.
Quanto poi ai vari modi con i quali si sogliono praticare questi esercizi, sia
ben noto e chiaro a tutti che nella Chiesa terrena, come in quella celeste, vi
sono "molte dimore" ; e che l'ascetica non può essere monopolio di
alcuno. Uno è lo Spirito che, però, "spira dove vuole " ; e con
diversi doni e per diverse vie dirige le anime da lui illuminate al
conseguimento della santità. La loro libertà e l'azione soprannaturale dello
Spirito Santo in esse sia cosa sacrosanta, che a nessuno è lecito, a nessun
titolo, turbare e conculcare. È noto, tuttavia, che gli Esercizi Spirituali di
Sant'Ignazio furono pienamente approvati e insistentemente raccomandati dai
Nostri Predecessori per la loro mirabile efficacia; e Noi pure per la medesima
ragione li abbiamo approvati e raccomandati, come al presente ben volentieri li
approviamo e raccomandiamo.
9. È
assolutamente necessario, però, che l'ispirazione a seguire e praticare
determinati esercizi $i pietà venga dal Padre dei lumi, dal quale proviene ogni
cosa buona ed ogni dono perfetto ; e di ciò sarà indice l'efficacia con la
quale gioveranno a che il culto divino sia sempre più amato ed ampiamente
promosso, e i fedeli siano sollecitati da un più intenso desiderio alla
partecipazione dei Sacramenti e al dovuto onore e ossequio di tutte le cose
sacre. Se, invece, essi dovessero riuscire di intralcio o si rivelassero in
contrasto con i principi e le norme del culto divino, allora senza dubbio si
dovrebbero ritenere non ordinati da retti pensieri, né guidati da zelo
illuminato.
10. Vi
sono, inoltre, altri esercizi di pietà, che sebbene non appartengano a rigore
di diritto alla sacra Liturgia, rivestono particolare dignità e importanza, in
modo da essere considerati come inseriti in qualche maniera nell'ordinamento
liturgico, e godono delle ripetute approvazioni e lodi di questa Sede
Apostolica e dei Vescovi. Tra esse si devono annoverare le preghiere che si
sogliono fare durante il mese di maggio in onore della Vergine Madre di Dio, o
durante il mese di giugno in onore del Cuore Sacratissimo di Gesù, i tridui e
le novene, la "Via Crucis " ed altri simili.
11.
Queste pie pratiche eccitando il popolo cristiano ad una assidua frequenza del
Sacramento della Penitenza e ad una devota partecipazione al Sacrificio
Eucaristico e alla Mensa Divina, come alla meditazione dei misteri della nostra
Redenzione e alla imitazione dei grandi esempi dei Santi, per ciò stesso
contribuiscono con frutto salutare alla nostra partecipazione al culto
liturgico.
12. Per
cui farebbe cosa perniciosa e del tutto erronea chi osasse ternerariamente
assumersi la riforma di questi esercizi di pietà per costringerli nei soli
schemi liturgici. È necessario, tuttavia, che lo spirito della sacra Liturgia e
i suoi precetti influiscano beneficamente su di essi, per evitare che vi si
introduca alcunché di inetto o di indegno del decoro della casa di Dio, o che
sia a detrimento delle sacre funzioni e contrario alla sana pietà.
13.
Curate, dunque, Venerabili Fratelli, che questa pura e genuina pietà prosperi sotto
i vostri occhi, e fiorisca sempre di più. Non vi stancate soprattutto di
inculcare a ognuno che la vita cristiana non consiste nella molteplicità e
varietà delle preghiere e degli esercizi di pietà, ma consiste piuttosto in ciò
che essi contribuiscano realmente al progresso spirituale dei fedeli e perciò
all'incremento della Chiesa tutta. Poiché l'Eterno Padre "ci elesse in Lui
[Cristo], prima della fondazione del mondo, per essere santi e immacolati al
suo cospetto". Tutte le nostre preghiere, dunque, e tutte le nostre
pratiche devote devono mirare a dirigere tutte le nostre risorse spirituali al
raggiungimento di questo supremo e nobilissimo fine.
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