|
1. Tutte
queste cose, Venerabili Fratelli, avevamo in animo di scrivervi, e lo facciamo
affinché i Nostri e i vostri devoti figli meglio comprendano e maggiormente
stimino il preziosissimo tesoro contenuto nella sacra Liturgia: cioè il
Sacrificio Eucaristico, che rappresenta e rinnova il Sacrificio della Croce, i
Sacramenti, fiumi di grazia e di vita divina, e l'inno di lode che il cielo e
la terra elevano ogni giorno a Dio.
2. Ci
sia lecito sperare che queste Nostre esortazioni sproneranno i tiepidi e i
ricalcitranti non soltanto a uno studio più intenso ed illuminato della
Liturgia, ma anche a tradurre nella pratica della vita il suo spirito
soprannaturale, come dice l'Apostolo: "non vogliate spegnere lo
Spirito".
3. A
quelli che uno zelo eccessivo spinge talvolta adire e a fare cose che Ci duole
di non poter approvare, ripetiamo l'avvertimento di S. Paolo: "Mettete
ogni cosa a prova, ritenete ciò che è buono" ; e li ammoniamo con animo
paterno perché vogliano ricavare il loro modo di pensare e di agire dalla
cristiana dottrina, conforme ai precetti della immacolata Sposa di Gesù Cristo,
e Madre dei Santi.
4. A
tutti, poi, ricordiamo la necessità di una generosa e fedele obbedienza ai
Pastori ai quali spetta il diritto ed incombe il dovere di regolare tutta la
vita, e innanzi tutto quella spirituale, della Chiesa: "Obbedite ai vostri
superiori e siate ad essi sottomessi. Essi, difatti, vegliano sulle anime
vostre col pensiero di renderne conto, affinché lo facciano con gioia, e non
gemendo".
5. Il
Dio che adoriamo, e che "non è Dio di discordia, ma di pace" ,
conceda benigno a noi tutti di partecipare in questo esilio terreno, con una
solamente e un solo cuore, alla sacra Liturgia, che sia come una preparazione
ed un auspicio di quella celeste Liturgia, con la quale, come confidiamo, in
compagnia con la eccelsa Madre nostra, canteremo: "A Colui che siede sul
trono e all'agnello: benedizione, e onore e gloria e impero nei secoli dei
secoli".
6. Con
questa lietissima speranza, a voi tutti e singoli, Venerabili Fratelli, ai
greggi affidati alla vostra vigilanza, come auspicio dei doni celesti, e
attestato della Nostra particolare benevolenza, impartiamo con grandissimo
affetto l'Apostolica Benedizione.
Dato a Roma,
presso S. Pietro, il giorno 20 Novembre 1947, ottavo del Nostro Pontificato.
|