Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Pio XII
Evangelii praecones

IntraText CT - Lettura del testo

  • 6. Il clero indigeno.
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

6. Il clero indigeno.

1. Naturalmente non è possibile dare una congrua e opportuna stabilità alla chiesa in nuove regioni, se non vi sia pure una sufficiente e proporzionata organizzazione di opere e principalmente se non si dispone del necessario clero indigeno, debitamente preparato e formato. Per questa ragione vogliamo ripetere di nuovo e far Nostre le gravi e profonde espressioni dell'enciclica Rerum Ecclesiae: "Se ciascuno di voi deve procurarsi il maggior numero possibile di chierici indigeni, dovete inoltre studiarvi di indirizzarli e formarli alla santità che si addice al grado sacerdotale e a quello spirito di apostolato congiunto allo zelo della salute dei propri fratelli, che li renda pronti a dare persino la vita per i membri della propria tribù e nazione".12

2. "Supponiamo che per una guerra o per altri avvenimenti politici nel territorio di una missione si soppianti un governo con un altro e si chieda o si decreti l'allontanamento dei missionari stranieri di una determinata nazione; supponiamo inoltre - cosa certo più difficile ad avverarsi - che gli indigeni, raggiunto un grado più alto di civiltà e maturità civile, vogliano, per rendersi indipendenti, cacciare dal loro territorio governatori, soldati e missionari della nazione straniera da cui dipendono, e che non possano farlo se non ricorrendo alla violenza. Quale rovina, domandiamo, sovrasterebbe allora in quei paesi alla chiesa se non si fosse provveduto pienamente alle necessità della popolazione convertita a Cristo, disponendo come una rete di sacerdoti indigeni per tutto quel territorio?"13

3. Noi siamo profondamente addolorati nel rilevare, purtroppo, come quelle cose che il Nostro immediato predecessore scriveva con animo quasi presago, siano ora divenute una realtà in non poche regioni dell'estremo oriente. Là infatti missioni fiorentissime, già biondeggianti per la mietitura (cf. Gv 4,35), gemono ora, purtroppo, nelle più dure tribolazioni. Oh, potessimo Noi sperare che il popolo coreano e quello cinese, tanto ricchi d'innata nobiltà e gentilezza d'animo e celebri per lo splendore della loro antica civiltà, siano al più presto liberati non solo dalle rivoluzioni e da scontri guerreschi, ma ancora da quella perniciosa dottrina che, solo contenta della terra, rinnega le cose celesti; e così apprezzino giustamente la carità e la forza d'animo dei missionari esteri e dei sacerdoti indigeni che, a costo di sacrifici e della loro stessa vita, se occorre, non cercano altro che il vero bene del popolo!

4. Dobbiamo ringraziare incessantemente il Signore, che in queste due nazioni sia già stato formato a speranza della chiesa un numeroso clero locale, e non poche diocesi vi siano state affidate a vescovi indigeni. Se a tanto si è potuto finalmente arrivare, ciò deve ascriversi a lode dei missionari esteri.

5. A questo proposito, crediamo opportuno suggerire alcune norme, che giova tener presenti quando qualche sacra missione già retta da missionari esteri passa sotto la cura e il regime del clero e dell'episcopato locale. Quegli istituti religiosi, i cui membri col proprio sudore hanno dissodato il campo del Signore, non è necessario che lo abbandonino completamente quando, ormai ricco di frutti, la Sacra Congregazione "de propaganda fide" credesse conveniente affidarlo ad altri lavoratori; faranno invece cosa utile e conveniente se vorranno rimanere a collaborare con il nuovo vescovo locale. Come infatti nelle altre diocesi del mondo cattolico i religiosi coadiuvano per lo più gli ordinari del luogo, così nelle missioni i religiosi esteri come milizia ausiliaria non si stancheranno di combattere la santa battaglia e in tal maniera ben attueranno le parole del divino Maestro presso il pozzo di Sichar: "Chi miete già riceve la mercede e raccoglie frutto per la vita eterna, onde si rallegra parimenti chi miete e chi semina" (Gv 4,36).




12 AAS 18(1926), p. 76: EE 5/178.

13 AAS 18(1926), p. 75: EE 5/176.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License