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Pio XII
Ecclesiae fastos

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Introduzione

5 giugno 19541

1. È sommamente conveniente e opportuno non soltanto rivolgere la mente ai fasti della chiesa, ma anche commemorarli con pubblici festeggiamenti, poiché di qui facilmente si vede come nessun secolo mai nella società fondata da Gesù Cristo fu sterile di santità; e inoltre, quando si propongono appositamente all'attenzione di ognuno chiari esempi di virtù che dagli stessi fasti rifulgono, l'animo s'infiamma e vivamente si accende a imitarli secondo le proprie forze.

2. Ci ha rallegrato pertanto la notizia a Noi riferita che, soprattutto in quelle nazioni che per motivi speciali si sentono grate verso san Bonifacio, chiaro decoro e gloria dell'ordine benedettino, si intende commemorare quest'anno con grande giubilo e con pubbliche preghiere il dodicesimo centenario di quell'avvenimento per cui egli, subìto il martirio, volò alla patria celeste.

3. Ma se le vostre nazioni hanno motivo di venerare quest'uomo santissimo e le sue preclare gesta in questa fausta ricorrenza, molto più ne ha motivo questa sede apostolica, che lo vide tre volte, dopo lungo e aspro cammino, entrare in Roma in pio pellegrinaggio, inginocchiarsi davanti al sepolcro del principe degli apostoli per venerarlo e chiedere ai Nostri predecessori con animo di figlio devotissimo il mandato per potere, come fortemente desiderava, portare a genti lontane e barbare il Nome del divino Redentore e i princìpi della cultura e della civiltà cristiana.

4. Nato di stirpe anglosassone, fin dai primi anni sentì forte l'invito dall'alto che lo spingeva ad abbandonare l'avito patrimonio e i piaceri del mondo e a chiudersi nel sicuro recinto del chiostro per poter più facilmente attendere alla contemplazione e conformarsi interamente ai precetti evangelici. Ivi fece grandi progressi non solo nello studio delle umane lettere e delle scienze sacre, ma ancora nella cristiana virtù, tanto da venir in seguito eletto a capo del suo cenobio. Tuttavia, dotato com'era di animo fatto per maggiori e più grandi cose, già da tempo aveva in animo di portarsi in terra straniera e tra genti barbare per rischiararle con la luce dell'evangelo e informarle ai cristiani comandamenti. Nulla lo tratteneva, nulla lo impediva: non il distacco dalla patria carissima, non i lunghi e difficili viaggi e neppure i pericoli d'ogni genere che potevano venirgli da parte di popolazioni sconosciute. Nel suo animo apostolico c'era qualcosa di così appassionato, di così veemente, di così forte da non poter in alcun modo essere trattenuto da considerazioni e da vincoli umani.




1 PIUS PP. XII, Epist. enc. Ecclesiae fastos duodecimo exeunte saeculo a piissimo s. Bonifatii episcopi et martyris obitu, [Ad venerabiles Fratres Britanniae, Germaniae, Austriae, Galliae, Belgicae et Hollandiae Archiepiscopos, Episcopos aliosque locorum Ordinarios, pacem et communionem cum Apostolica Sede habentes], 5 iunii 1954: AAS 46(1954), pp. 337-356.




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