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| Pio XII Doctor mellifluus IntraText CT - Lettura del testo |
23. Riconosce poi apertamente e pienamente l'infallibilità del magistero del romano pontefice, per quanto riguarda la fede e i costumi. Infatti, quando combatte gli errori di Abelardo, il quale "allorché parla della Trinità, risente di Ario; quando della grazia, sa di Pelagio; quando della persona di Cristo, sa di Nestorio";33 "egli che pone dei gradi nella Trinità, delle modalità nella maestà, successione numerica nell'eternità";34 e in lui "l'umana ragione usurpa tutto per sé e nulla lascia alla fede";35 egli non discute le sottili, contorte e ingannevoli fallacie e cavilli, li dissolve e li confuta, ma scrive altresì al Nostro predecessore d'immortale memoria Innocenzo II per simile motivo queste gravi parole: "Occorre riferire alla vostra autorità apostolica ogni pericolo... quelli soprattutto che riguardano la fede. Penso esser giusto che ivi soprattutto si riparino i danni della fede, dove la fede non può venir meno. E questa è la prerogativa di tale sede... È tempo, Padre amatissimo, che voi riconosciate la vostra potestà... In questo fate veramente le veci di Pietro, del quale occupate la sede, se con i vostri moniti confermate gli animi incerti nella fede, se con la vostra autorità sterminate i corruttori della fede".36