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| Pio XII Doctor mellifluus IntraText CT - Lettura del testo |
1. Il dottore mellifluo "ultimo dei padri, ma non certo inferiore ai primi",2 si segnalò per tali doti di mente e di animo, cui Dio aggiunse abbondanza di doni celesti, da apparire dominatore sovrano nelle molteplici e troppo spesso turbolente vicende della sua epoca, per santità, saggezza e somma prudenza, consiglio nell'agire. Perciò grandi lodi gli vengono tributate non solo dai sommi pontefici e dagli scrittori della chiesa cattolica, ma non di rado persino dagli eretici. Il Nostro predecessore di f.m. Alessandro III, nell'atto di iscriverlo tra l'universale giubilo nell'albo dei santi, così scrisse con riverenza di lui: "Abbiamo rievocato alla nostra memoria la santa e venerabile vita di questo spirito eletto: come egli, sostenuto da una non comune prerogativa di grazia, non solo risplendesse per la sua vita pia e santa, ma anche irradiasse dappertutto nella chiesa di Dio la luce della sua fede e della sua dottrina. Quali frutti egli abbia recato nella casa di Dio con la sua parola e il suo esempio non c'è nessuno, si può dire, in tutta l'estensione della cristianità che lo ignori, avendo egli diffuso le istituzioni della nostra santa religione fino nelle terre straniere e barbare ... e avendo revocato alla retta pratica della vita religiosa ... una moltitudine infinita di peccatori".3 "Egli fu infatti - scrive C. Baronio - uomo davvero apostolico, anzi vero apostolo inviato da Dio, potente per l'opera e per la parola, che ha reso illustre in ogni dove e fra tutti il suo apostolato con i prodigi che lo accompagnavano, sì da doversi dire che nulla ebbe in meno dei grandi apostoli ... ornamento e sostegno a un tempo di tutta la chiesa cattolica".4