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| Pio XII Doctor mellifluus IntraText CT - Lettura del testo |
18. Questa perfetta quiete dell'animo, di cui godiamo nel riamare Dio che ci ama, e fa sì che a lui volgiamo e dirigiamo noi e ogni nostra cosa, non ci porta alla pigrizia, non all'ignavia, non all'inerzia, ma ad un'alacre, solerte, operosa diligenza, con la quale cerchiamo di procurare, con l'aiuto di Dio, la nostra salvezza e anche quella degli altri. Infatti, tale sublime meditazione e contemplazione, incitata e stimolata dall'amore divino, "governa gli affetti, dirige le azioni, corregge gli eccessi, regola i costumi, adorna la vita e vi fa regnare l'ordine, dona infine la scienza delle cose divine e umane. È essa che distingue ciò che è confuso, unisce ciò che è diviso, raccoglie ciò che è disperso, investiga ciò che è nascosto, ricerca il vero, pondera ciò che è verosimile, scopre la finzione e l'artificio. Essa preordina ciò che è da farsi, riflette su ciò che è stato fatto, di modo che nulla rimanga nell'animo di poco corretto o bisognoso di correzione. Nella prosperità essa presente l'avversità, nelle avversità quasi non le sente; l'una è fortezza, l'altra prudenza".23