AI RAPPRESENTANTI DELL'INDUSTRIA
CINEMATOGRAFICA ITALIANA.
1. Ci torna sommamente gradito
di accogliere alla Nostra presenza voi, Signori, eletti rappresentanti del
mondo cinematografico la cui estensione e il cui prestigio hanno conseguito, in
breve volgere di anni, proporzioni straordinarie, dando quasi una propria impronta
al nostro secolo.
2. Benché altre volte e in
differenti atti abbiamo rivolto premurosa attenzione all'attività
cinematografica, godiamo oggi d'incontrarCi personalmente con coloro che ad
essa stabilmente si dedicano, per aprire il Nostro cuore di Pastore, ove
l'elogio per le grandi attuazioni da loro ottenute è accompagnato da pungente
ansia per la sorte di tante anime, sulle quali il cinema esercita un profondo
potere.
3. A ragione si può parlare di
un particolare "mondo cinematografico", quando si pensa alla vasta e
dinamica attività, cui il cinema ha dato vita, sia nel campo strettamente
artistico, che in quello economico e tecnico. Ad esso
fanno capo legioni di produttori, di scrittori, di registi, di attori, di
musicisti, di operatori, di tecnici e di tanti altri, i cui uffici sono
designati da nomi nuovi e tali da costituire una propria nomenclatura nella
moderna linguistica. Si pensi ancora agli innumerevoli e complessi
impianti industriali, che provvedono alla produzione dei materiali e delle
macchine, ai teatri di posa, alle sale di spettacolo: che, se posti,
immaginariamente, in un sol luogo, formerebbero certo una delle più estese
città del globo, quali, del resto, in dimensioni più ridotte, già esistono alla
periferia di molte città. La sfera, inoltre, degli interessi economici, creati
dal cinema e gravitanti intorno ad esso, sia per la
produzione dei film, sia per la loro utilizzazione, trova pochi riscontri nella
industria privata, particolarmente se si considera la mole dei capitali
impiegati, la facilità con cui vengono offerti, il rapido giro con cui essi
ritornano ai medesimi industriali non senza vistosi vantaggi.
4. Ebbene, questo mondo
cinematografico non può non creare intorno a sé un campo di influsso
straordinariamente ampio e profondo nel pensiero, nei costumi e nella vita dei
Paesi ove esso esplica il suo potere, soprattutto fra le classi più umili, per
le quali il cinema costituisce sovente l'unico svago dopo il lavoro, e tra la
gioventù, che vede nel cinema il mezzi rapido e dilettevole per saziare la
naturale sete di conoscenza e di esperienze che l'età loro promette.
5. In tale maniera al mondo
cinematografico della produzione, da voi rappresentato, fa riscontro un
particolare e ben più vasto mondo di spettatori, i quali con più o meno
assiduità e efficacia da quello ricevono un determinato indirizzo alla loro
cultura, alle idee, ai sentimenti e, non di rado, alla stessa condotta di vita.
Da questa semplice considerazione risulta chiara la
necessità che l'arte cinematografica venga convenientemente studiata nelle sue
cause e nei suoi effetti, affinché anche essa, come ogni altra attività, sia
indirizzata al perfezionamento dell'uomo e alla gloria di Dio.
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