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Pio XII
Il film ideale I

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  • I. L'IMPORTANZA DELL'ARTE CINEMATOGRAFICA.
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I. L'IMPORTANZA DELL'ARTE CINEMATOGRAFICA.

 

1. Lo straordinario potere del cinema nella società contemporanea è dimostrato dalla crescente sete che questa ne ha, e che, messa in cifre, costituisce un fenomeno affatto nuovo e strabiliante. Nella copiosa documentazione cortesemente comunicataCi, viene riferito, tra l'altro, che, durante l'anno 1954, il numero degli spettatori per tutti i Paesi del mondo presi insieme, è stato di 12 miliardi, tra i quali due miliardi e mezzo vanno agli Stati Uniti d'America, un miliardo e 300 milioni all'Inghilterra, mentre la cifra di 800 milioni pone l'Italia al terzo posto.

2. Donde attinge il suo fascino questa nuova arte, che, dopo circa sessant'anni dalla prima apparizione, ha raggiunto il quasi magico potere di richiamare nel buio delle sue sale, e non certo gratuitamente, folle che si contano a miliardi? Quale è il segreto dell'incanto che rende queste stesse folle suoi assidui clienti? Nella risposta a tali domande risiedono le cause fondamentali, da cui derivano la grande importanza e l'estesa popolarità del cinema.

3. La prima forza di attrazione di un film sorge dalle sue qualità tecniche, le quali operano il prodigio di trasferire lo spettatore in un mondo immaginario, oppure, nel film documentario, di trasportare la realtà, distante nello spazio e nel tempo, sotto i suoi occhi. Alla tecnica spetta dunque il primato nell'origine e nell'evoluzione del cinema. Essa ha preceduto il film e lo ha reso dapprima possibile; essa ancora lo rende ogni giorno più dilettevole, facile, vivo. I principali elementi tccnici di uno spettacolo cinematografico esistevano già prima che il film nascesse; poi man mano il film se n'è impossessato, arrivando infine a spingere la tecnica a creare nuovi mezzi per il suo servizio. Con vicendevole influsso la tecnica e il film hanno così operato una rapida evoluzione perfettiva, partendo dalle incerte riprese di un treno in arrivo, per passare al film animato da idee e sentimenti, dapprima con personaggi muti, poi parlanti e moventisi in luoghi sonorizzati da rumori e da musica. Sotto l'assillo di attuare la trasposizione perfetta dello spettatore nel mondo irreale, il film ha richiesto alla tecnica i colori della natura, poi le tre dimensioni dello spazio, e tuttora tende con arditi accorgimenti ad immettere lo spettatore sulla viva scena.

4. Nel rivedere oggi un film di quarant'anni fa, si possono notare i mirabili progressi tecnici conseguiti, e si deve ammettere che, per loro virtù, un film odierno, sia pure semplicemente sonoro ed "in bianco-nero", si manifesta come una splendida rappresentazione.

5. Ma più che dalla finitezza tecnica, la forza di attrazione e la importanza del film derivano dal perfezionamento dell'elemento artistico, che non solo si è venuto raffinando per il contributo prestato da autori, scrittori ed attori, scelti con rigorosi criteri, ma dalla vivida emulazione stabilitasi fra di loro in una competizione mondiale.

6. Dalla ingenua narrazione visiva di una ordinaria vicenda si è giunti a portare sullo schermo il corso della vita umana nei suoi multiformi drammi, analizzando sottilmente gli ideali, le colpe, le speranze, le mediocrità o le altezze di uno o più personaggi. Una crescente padronanza d'inventiva e di formazione del soggetto ha reso sempre più vivo e palpitante lo spettacolo, che si e valso altresì del tradizionale potere dell'arte drammatica di tutti i tempi e di tutte le colture, anzi con vantaggio notevole sopra di essa per la maggiore libertà di movimenti, per l'ampiezza delle scene e per gli altri effetti propri del cinema.

7. Ma per penetrare nella profondità della efficacia del film, e per ottenere una esatta valutazione della cinematografia, occorre rivolgere l'attenzione sulla larga parte che vi prendono le leggi della psicologia, sia in quanto esse spiegano il modo con cui il film agisce sugli animi, sia in quanto esse sono applicate consapevolmente per far più viva impressione negli spettatori. Con accurate osservazioni i cultori di questa scienza studiano il processo di azione e di reazione che suscita la visione del film, applicando il metodo d'indagine, l'analisi, i risultati della psicologia sperimentale, e scrutando gli strati reconditi del subcosciente e dell'incosciente. Del film essi investigano l'influsso non solo in quanto viene accolto passivamente dallo spettatore, ma analizzando anche la sua connessa "attivazione" psichica secondo leggi immanenti: il suo potere cioè di soggiogare un animo con l'incantesimo della rappresentazione. Se, mediante l'uno e l'altro influsso, lo spettatore resta veramente prigioniero del mondo che gli scorre dinanzi agli occhi, egli è sospinto a trasferire in certo modo il suo Io, con le sue disposizioni psichiche, le sue intime esperienze, i desideri latenti e non ben definiti, nella persona dell'attore. Per tutta la durata di questa sorte d'incantesimo, dovuta in gran parte alla suggestione del protagonista, lo spettatore si muove nel mondo di questo come se fosse il proprio, anzi, in qualche senso e grado, vive al suo posto e quasi in lui, in perfetta comunione di sentimenti, e talora anche trascinato dall'azione a suggerirgli parole ed espressioni. Questo procedimento, che i registi del film moderno ben conoscono e di cui cercano di valersi, si è potuto paragonare allo stato onirico, con la differenza che le visioni e le immagini nel sogno sorgono soltanto dal mondo intimo di colui che sogna, mentre allo spettatore provengono dallo schermo, in modo però da suscitarne altre, più vive e più care, dall'intima sua coscienza. Accade allora non di rado che lo spettatore vede avverarsi, sotto le immagini di persone e di cose, ciò che non si è mai prodotto nella realtà, ma che tuttavia egli ha più volte, nel suo Io, profondamente pensato, desiderato o temuto. A ragione dunque lo straordinario potere del film trova la sua più profonda spiegazione nell'intima struttura del fatto psichico, e lo spettacolo è tanto più avvincente, quanto più il film ne stimola i processi.

8. Per conseguenza, lo stesso regista è sospinto di continuo ad affinare la propria sensibilità psicologica e la sua perspicacia dallo sforzo di ricercare la forma più efficace per comunicare al film l'anzidetto potere, il quale può agire secondo una buona o malvagia direzione morale. Infatti, i dinamismi intimi nell'Io dello spettatore, nel profondo della sua natura, del suo subcosciente ed incosciente possono condurlo così nel regno della luce, del nobile, del bello, come nei domini delle tenebre e della depravazione, alla mercé di ultrapotenti e sfrenati istinti, secondo che io spettacolo metta in evidenza e stimoli gli elementi dell'uno o dell'altro campo, facendone il centro dell'attenzione, della brama e dell'impulso psichico. La condizione della natura umana è tale, di fatto, che non sempre tutti gli spettatori hanno o conservano l'energia spirituale, l'interna riserva, spesso anche la volontà di resistere all'avvincente suggestione, e con ciò la capacità di dominare e di guidare se stessi. Accanto a queste fondamentali cause e spiegazioni dell'attrattiva e dell'importanza del film, un altro elemento psichico attivo è stato ampiamente posto in luce. É la libera e personale interpretazione dello spettatore e la previsione del futuro svolgimento dell'azione, che procura, in qualche misura, il diletto proprio di chi crea una vicenda. Anche da quest'elemento trae profitto il regista con accorte mosse, apparentemente insignificanti, come potrebbe essere, ad esempio, il movimento di una mano, un'alzata di spalle, una porta lasciata socchiusa.

9. Con metodi propri il film ha così adottato i canoni della narrativa tradizionale - anche questi fondati sulle leggi della psicologia - il primo dei quali è di tener sempre desta l'attenzione del lettore fino all'ultimo episodio, suscitando in lui supposizioni attese, speranze, timori, in una parola, ponendolo in ansia per quel che accadrà ai personaggi, già divenuti, in certo modo, suoi conoscenti. Sarebbe perciò un errore presentare fin dal principio chiara e limpida la trama della narrazione o della visione.

10. Al contrario, il libro, e forse anche più il film, in virtù dei mezzi più svariati e sottili di cui dispone, trae il suo tipico fascino dall'impulso, comunicato allo spettatore, di dare una propria interpretazione al racconto, inducendolo, sul filo d'una logica appena accennata, ovvero con piacevoli inganni, a intravedere ciò che è indeterminato, a prevenire un'azione, ad anticipare un sentimento, a risolvere un caso. Così, per quest'altra aderenza del film all'attività psichica dello spettatore, si accresce l'incanto della rappresentazione cinematografica.

11. Accertata la intima forza del film e considerato il fatto del suo largo influsso nelle schiere del popolo e nel costume anche morale, la cinematografia ha attratto l'attenzione tanto delle Autorità competenti civili ed ecclesiastiche, che della collettività e di quanti sono dotati di un sereno giudizio e di un genuino senso di responsabilità.

12. Invero come potrebbe esser lasciato in balìa di se stesso o condizionato dal solo vantaggio economico un mezzo, in sé nobilissimo, ma così efficace ad elevare gli animi, come a depravarli? Un veicolo così lesto ad arrecare il bene, ma anche a diffondere il male?

13. La vigilanza e la reazione dei pubblici poteri, pienamente giustificate dal diritto di difendere il comune patrimonio civile e morale, si manifestano con varie forme: con la censura civile ed ecclesiastica dei film, e se occorre, con la loro proibizione; con le liste dei film pubblicate da apposite commissioni esaminatrici, che li qualificano, secondo il merito, per notizia e norma del pubblico. É ben vero che lo spirito del nostro tempo, insofferente più del giusto dell'intervento dei pubblici poteri, preferirebbe una difesa che partisse direttamente dalla collettività. Certamente sarebbe desiderabile che si ottenesse l'unione concorde dei buoni contro il film corruttore, ovunque si mostri, per combatterlo coi mezzi giuridici e morali a loro disposizione; tuttavia una tale azione non è per sé sola sufficiente. L'ardore e lo zelo privato può intepidirsi, e di fatto si intepidisce, come dimostra l'esperienza, ben presto. Non si intepidisce al contrario l'aggressiva propaganda opposta, che dal film trae sovente lauti profitti, e che trova spesso un facile alleato nell'intimo stesso dell'uomo, vale a dire nel cieco istinto coi suoi allettamenti o i suoi brutali e bassi impulsi.

14. Se, pertanto, il patrimonio civile e morale del popolo e delle famiglie dev'esser tutelato con sicuro effetto, è più che giusto che la pubblica Autorità intervenga debitamente per impedire o frenare i più pericolosi influssi.

15. Ed ora, lasciate che rivolgiamo a voi, così pieni di buona volontà, una parola, vorremmo quasi dire, confidenziale e paterna. Non sarebbe forse opportuno che l'onesta valutazione ed il rigetto di ciò che è indegno o scadente fosse già da principio ed in modo particolare nelle vostre mani? Non si potrebbe certamente, allora, muovere il rimprovero d'incompetenza o di prevenzione, se voi, con maturità di giudizio, formato a saggi principii morali, e con serietà di proposito, riprovaste quel che arreca danno alla dignità umana, al bene dei singoli e della società, e specialmente alla gioventù. Nessuno spirito assennato potrebbe ignorare o deridere il vostro coscienzioso e ponderato verdetto in materia concernente la vostra propria professione. Fate dunque largamente uso di quella preminenza ed autorità, che il vostro sapere, la vostra esperienza, la dignità dell'opera vostra vi conferiscono. Ponete, in luogo di spettacoli irrilevanti o pervertitori, visioni buone, nobili, belle, le quali, senza dubbio, possono essere avvincenti senza esser torbide, anzi toccare la sommità dell'arte. Avrete con voi il consenso e il plauso di quanti hanno sano intelletto e retto volere, e soprattutto quello della vostra personale coscienza.




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