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Pio XII
Il film ideale I

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  • II. IL FILM IDEALE.
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II. IL FILM IDEALE.

 

1. Abbiamo fin qui assegnato una parte di questa Nostra esposizione al film qual è, di fatto, al presente; ora vorremmo, in una seconda parte, dire il Nostro pensiero sul film, quale si vorrebbe che fosse, e cioè parlarvi del film ideale.

2. Innanzi tutto una premessa: si può parlare di un film ideale? L'uso chiama ideale ciò cui nulla manca di quel che gli è proprio, che anzi lo possiede in grado perfetto. Si dà in questo senso un film semplicemente ideale? Da taluni si suole negare la possibilità della esistenza di un ideale assoluto; in altri termini, si afferma la relatività di un ideale, si asserisce cioè che l'ideale indica sempre alcunché soltanto per qualcuno o per qualche cosa determinata. La divergenza di opinione è in gran parte causata dal differente criterio impiegato nel distinguere gli elementi essenziali dagli accessori. Infatti, nonostante l'affermata relatività, l'ideale non manca mai di un nucleo assoluto, che si effettua in ogni caso, pur nella molteplicità e nella varietà degli elementi secondari, richiesti dalla loro relazione a un determinato caso.

3. Ciò premesso, Ci pare di dover considerare il film ideale sotto tre aspetti:

1) in relazione al soggetto, vale a dire agli spettatori a cui il film è destinato;

2) in relazione all'oggetto, cioè al contenuto del film stesso;

3) in relazione alla comunità, sulla quale, come già dicemmo, il film esercita un particolare influsso.

Poiché desideriamo di soffermarCi alquanto su questo importante argomento, Ci restringeremo oggi a trattare il primo aspetto, riservando il secondo ed il terzo ad altra Udienza, se ce ne sarà data l'occasione.

4. a) Il primo carattere, che a questo riguardo deve contraddistinguere il film ideale, è il rispetto verso l'uomo. Non vi è infatti alcun motivo che lo sottragga alla norma generale, secondo la quale chi tratta con uomini, deve essere compreso di rispetto per l'uomo.

5. Per quanto le differenze di età, di condizione e di sesso possano suggerire un diverso contegno e adattamento, rimane pur sempre l'uomo, con la dignità e l'altezza, che il Creatore gli diede quando lo fece a sua immagine e somiglianza (Gen., 1, 26). Nell'uomo è l'anima spirituale ed immortale; è il microcosmo con la sua molteplicità e il suo polimorfismo, con il meraviglioso ordinamento di tutte le sue parti; è il pensiero e il volere con la pienezza e l'ampiezza del campo della sua attività; è la vita affettiva con le sue elevazioni e le sue profondità; è il mondo dei sensi coi suoi multiformi poteri, percepire e sentire; è il corpo formato fin nelle sue ultime fibre secondo una teleologia ancora non del tutto esplorata. L'uomo è costituito signore in questo microcosmo; egli deve liberamente guidare se stesso secondo le leggi del vero, del buono e del bello, come la natura, la convivenza con altri suoi simili e la divina rivelazione gli manifestano.

6. Poiché lo spettacolo cinematografico, come si è osservato, ha il potere di piegare l'animo dello spettatore verso il bene o verso il male, chiameremo ideale solamente quel film, che non soltanto non offende quanto abbiamo testé descritto, ma lo tratta con rispetto. Anzi, neppure ciò basta!

7. Dobbiamo dire: che rafforza ed eleva l'uomo nella coscienza della sua dignità; che gli fa maggiormente conoscere ed amare l'alto grado in cui nella sua natura fu posto dal Creatore; che gli parla della possibilità di accrescere in sé le doti di energia e di virtù di cui dispone; che gli rinsalda la persuasione che egli può vincere ostacoli ed evitare risoluzioni errate; che può sempre rialzarsi dalle cadute e tornare sulla buona strada; che, infine, può progredire dal bene al meglio mediante l'uso delle sue libertà e facoltà.

8. b) Un tale film avrebbe già in realtà la funzione fondamentale di film ideale; ma gli si può attribuire anche di più, se al rispetto per l'uomo si aggiunge una affettuosa comprensione. Ricordate la commovente parola del Signore: "Ho pietà di questo popolo" (Marc. 8, 2).

9.La vita umana quaggiù ha le sue altezze e i suoi abissi, le sue ascese e i suoi declini, si muove tra virtù e vizi, tra conflitti, grovigli e tregue, conosce vittorie e sconfitte. Tutto ciò ognuno sperimenta a modo proprio, corrispondentemente alle sue condizioni interne ed esterne, e secondo le differenti età, che, a guisa di fiume, lo portano da paesaggi montani a colline boscose, a piane sconfinate riarse dal sole. Così sono diverse le condizioni di movimento e di lotta: nel fanciullo all'albeggiante destarsi del suo spirito, nel ragazzo al primo pieno possesso dell'uso e del dominio della ragione; nel giovane durante gli anni dello sviluppo, quando grandi tempeste si alternano con meravigliose schiarite; nell'uomo maturo, spesso assorbito totalmente dalla lotta per la vita, con le inevitabili sue scosse; nel vecchio, che volgendosi indietro a rimirare il passato tra rimpianti, nostalgie e pentimenti, si pone questioni e considera avvenimenti, come può fare soltanto chi ha molto navigato.

10. Il film ideale deve mostrare allo spettatore che esso tutte queste cose sa, comprende e rettamente valuta; ma deve mostrarlo al fanciullo come si conviene al fanciullo, al giovane con un linguaggio a lui adatto, all'uomo maturo come a lui spetta, e cioè, assimilando il modo suo proprio di conoscere e di guardare le cose.

11. Ma non basta la comprensione dell'uomo in generale, quando il film si rivolge ad una determinata professione o condizione; occorre inoltre la comprensione specifica dei particolari caratteri nei diversi stati sociali. Il film deve comunicare a colui che vede ed ascolta il senso della realtà, ma di una realtà veduta con gli occhi di chi sa più di lui, e trattata con la volontà di chi fraternamente si pone quasi accanto allo spettatore per poterlo, se è il caso, aiutare e confortare.

12. Con questo spirito la realtà riprodotta dal film è presentata in visione artistica, poiché è proprio dell'artista di non riprodurre meccanicamente il reale, né assoggettarsi alle sole possibilità tecniche degli strumenti, bensì, servendosi di essi, elevare e dominare il materiale, senza alterarlo né sottrarlo alla realtà. Un eccelso esempio può vedersi nelle incantevoli parabole della Sacra Scrittura, i cui soggetti sono presi dalla vita quotidiana e dalle professioni degli ascoltatori, con una fedeltà, diremmo quasi fotografica, signoreggiati però ed elevati in tal modo che realtà e ideale risultano fusi in una perfetta forma d'arte.

13. c) Al rispetto e alla comprensione deve unirsi l'adempimento delle promesse e la soddisfazione dei desideri da principio forse offerti e suscitati; anzi in generale i milioni di persone, che affluiscono al cinema, vi sono spinti dalla vaga speranza di trovarvi l'appagamento delle loro segrete e imprecise brame, delle loro intime aspirazioni; nell'aridità della loro vita, si rifugiano nel cinema come presso un mago, che può tutto trasformare al tocco della sua bacchetta.

14. Il film ideale pertanto deve saper rispondere all'aspettativa, ed apportare non una qualsiasi, ma una piena soddisfazione; non già di tutte le brame, anche false e irragionevoli (le indebite o amorali non vengono qui in discussione), ma di quelle che lo spettatore nutre a buon diritto. Sotto una forma o l'altra le aspettazioni sono, a volte un sollievo, a volte una istruzione, o una gioia, o un conforto, o una commozione; alcune più profonde, altre superficiali. Il film risponde ora all'una, ora all'altra richiesta, oppure darà una risposta che vale a soddisfarne parecchie insieme.

15. Lasciando pertanto al vostro giudizio di specialisti ciò che appartiene al lato tecnico-estetico, Noi preferiamo di riguardare l'elemento psichico-personale, per trarne altresì la conferma che, malgrado la relatività, resta sempre quel nucleo di assoluto che detta le norme per concedere o negare la risposta alle richieste dello spettatore.

16. Per farsi un'idea sulla questione non è necessario di tornare alle considerazioni di filmologia e di psicologia, di cui Ci siamo già occupati; basta farsi guidare, anche in questo, dal comune boon senso. Nell'uomo normale, infatti, vi è anche una, per così dire, non dotta psicologia, derivante dalla sua stessa natura, che lo pone in grado di dirigersi rettamente nei casi ordinari della vita quotidiana, purché segua la sua sana facoltà di pensare, il suo senso del reale e i consigli della sua esperienza; ma soprattutto purché l'elemento affettivo sia in lui ordinato e regolato, poiché ciò che in ultimo determina l'uomo a giudicare e ad operare è la sua attuale disposizione affettiva.

17. In base a questa semplice psicologia è chiaro che chi si porta a vedere un film serio e istruttivo, ha diritto al promesso insegnamento; chi si reca ad una rappresentazione storica, vuole trovar esibito l'avvenimento, anche se le esigenze tecniche ed artistiche ne modifichino e ne elevino la forma; colui a cui è stata promessa la visione di un romanzo o di una novella, non deve andarne deluso per non averne veduto svolgere il contenuto.

18. Ma vi è chi, al contrario, stanco della monotonia della sua vita, o infiacchito dalle sue lotte, cerca nel film in primo luogo il sollievo, l'oblio, la distensione; forse anche la fuga in un mondo illusorio. Sono legittime queste esigenze? Può il film ideale adattarsi a tali aspettazioni e cercare di soddisfarle? L'uomo moderno - si afferma - alla sera della sua turbinosa o monotona giornata, sente il bisogno di mutare circostanze di persone e di luoghi; quindi desidera rappresentazioni, che con la molteplicità delle immagini, appena legate tra loro da un leggero filo conduttore, calmino lo spirito, anche se restino alla superficie e non si spingano nel profondo, purché ravvivino la snervante sua stanchezza e allontanino il tedio.

19. Può essere che sia così, e anche spesso. In questo caso il film deve cercare di venire incontro in forma ideale a tale condizione, evitando però di cadere in volgarità o in indegne sensazioni. Non si nega che anche una rappresentazione piuttosto superficiale possa raggiungere elevate forme artistiche ed esser qualificata perfino come ideale, poiché l'uomo è anche superficialità e non solo profondità: stolto però è colui che è soltanto superficialità e non riesce ad approfondire pensieri e sentimenti.

20. Senza dubbio è concesso al film ideale di condurre lo spirito stanco e attediato sulle soglie del mondo dell'illusione, affinché goda una breve tregua nell'opprimente realtà; però avrà cura di non rivestire l'illusione con tali forme, che venga presa dagli animi troppo inesperti e deboli come realtà. Il film, infatti, che dalla realtà conduce nella illusione, deve poi ricondurre dalla illusione alla realtà, in qualche modo con la medesima dolcezza che impiega la natura nel sonno. Anch'essa sottrae l'uomo stanco alla realtà e lo tuffa, per breve tempo, nel mondo illusorio dei sogni; ma, dopo il sonno, lo restituisce rinfrancato e quasi rinnovato, alla desta realtà, alla consueta realtà in cui vive e che egli, pur col lavoro e con la lotta, deve incessantemente dominare. Il film segua in questo la natura: avrà allora compiuto una notevole parte del suo ufficio.

21. d) Ma il film ideale, considerato in rapporto allo spettatore, ha, infine, un'alta e positiva Non bastano per la sua valutazione il rispetto e la comprensione per lo spettatore, come la rispondenza alle legittime attese e ai giusti desideri di lui. Bisogna anche che si adegui alle esigenze del dovere inerente alla natura della persona umana e, in particolare, dello spirito. L'uomo, dal momento in cui si desta la ragione fino all'estinguersi di questa, ha una copia di singoli uffici da adempire, alla base dei quali, come fondamento di tutti, giace quello di disporre rettamente di se stesso, vale a dire, secondo l'onesto pensiero e sentimento, secondo intelligenza e coscienza. La necessaria norma direttiva a tale scopo, l'uomo la ricava dalla considerazione della sua natura, dall'insegnamento di altri, dalla parola di Dio agli uomini. Staccarlo da questa norma significherebbe renderlo incapace di portare a termine la sua essenziale missione, a quel modo che sarebbe paralizzarlo, se si tagliassero i tendini e i legamenti, che congiungono e sostengono le membra e le parti del suo corpo.

22. Ebbene, un film ideale ha proprio l'alto ufficio di porre la grande possibilità e forza d'influsso, che già riconoscemmo alla cinematografia, al servizio dell'uomo e di essergli di aiuto a mantenere ed attuare l'affermazione di se stesso nel sentiero del retto e del buono.

23. Non si nasconde che per questo occorrono nel regista eccellenti doti artistiche, poiché si sa da tutti che non è certamente difficile produrre film allettanti, rendendoli complici degli inferiori istinti e passioni che travolgono l'uomo, sottraendolo ai dettami del suo ragionevole pensiero e del suo miglior volere. La tentazione delle vie facili è grande, tanto più che il film - il Poeta direbbe "galeotto" - si presta agevolmente a riempire sale e casse, a suscitare frenetici applausi e a raccogliere sulle colonne di alcuni giornali recensioni troppo ligie e benevole, ma tutto questo non ha nulla di comune con l'adempimento di un ideale dovere. Ciò è, in realtà, decadenza e degradazione; è soprattutto rinunzia a eccelse altezze. Il film ideale invece intende conseguirle con ogni sforzo e nonostante il rifiuto di servire mercanti senza scrupoli. Esso non affetta il vuoto moraleggiare, bensì compensa sovrabbondantemente quella negazione con opera positiva, la quale, come le circostanze esigono, ammaestra, diletta, spande genuina e nobile gioia e piacere, preclude ogni adito al tedio; è insieme lieve e profondo, immaginoso e reale. In una parola, esso sa trascinare senza soste né scosse nelle regioni terse dell'arte e del godimento, in modo che lo spettatore, al termine, esce dalla sala più lieto, più libero e, nell'intimo, migliore di quando vi è entrato: se in quel momento egli incontrasse il produttore o lo scrittore o il regista, non mancherebbe, forse, di amichevolmente avvolgerli in uno slancio di ammirazione e di riconoscenza, come paternamente li ringrazieremmo Noi stessi in nome di tante anime diventate migliori.

24. Vi abbiamo segnalato, Signori, un ideale, senza nascondere le difficoltà della sua attuazione; ma esprimiamo allo stesso tempo la fiducia nella esimia vostra competenza e nel vostro buon volere. Attuare il film ideale è un privilegio di artisti non ordinari; certo, è l'alto scopo al quale, in fondo, tende il vostro potere e la vostra vocazione. Faccia Iddio che vi coadiuvino tutti coloro che ne sono capaci!

25. Affinché tali Nostri voti si adempiano in questo importante campo della vita, così prossimo alle regioni dello spirito, invochiamo su di voi, sulle vostre famiglie, sugli artisti e sulle maestranze del mondo cinematografico, la divina benevolenza, auspice della quale discenda sopra tutti la Nostra paterna Apostolica Benedizione.

Udienza del 21 giugno 1955

 




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