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I.
CONTESTO GENERALE E OBIETTIVO
Le meravigliose invenzioni tecniche, di cui si gloriano i
nostri tempi, benché frutti dell'ingegno e del lavoro umano, sono tuttavia doni
di Dio, nostro creatore, dal quale proviene ogni opera buona: "Egli,
infatti, non solo ha dato l'esistenza al creato, ma lo stesso creato conserva e
sviluppa".1
Alcune di queste invenzioni servono a moltiplicare le
forze e le possibilità fisiche dell'uomo; altre a migliorare le sue condizioni
di vita; altre ancora, e queste più da vicino toccano la vita dello spirito,
servono o direttamente, o mediante artifici di immagini
e di suono, a comunicare alle moltitudini, con estrema facilità, notizie, idee
e insegnamenti, quali nutrimento della mente, anche nelle ore di svago e di
riposo.
Tra le invenzioni riguardanti quest'ultima
categoria, uno straordinario sviluppo hanno preso,
durante il nostro secolo, il cinema, la radio e la televisione.
La Chiesa ha accolto queste invenzioni, fin dall'inizio,
non solo con particolare gioia, ma anche con materna ansia e vigilante sollecitudine,
volendo essa proteggere da tutti i pericoli i suoi
figli, sulla via del progresso.
Tale sollecitudine deriva direttamente
dalla missione affidatale dal divin Redentore, perché
questi nuovi mezzi, come tutti sanno, hanno un potente influsso sul modo
di pensare e di agire degli individui e delle comunità.
C'è anche un'altra ragione per cui la Chiesa si ritiene a
ciò particolarmente interessata: essa, infatti, per un motivo superiore ad ogni
altro, ha un messaggio da trasmettere a tutti gli uomini: il messaggio cioè dell'eterna salvezza; messaggio d'incomparabile
ricchezza e potenza; messaggio che ogni uomo, a qualunque nazione o tempo
appartenga, è necessario che accolga, secondo le parole dell'apostolo: "A
me, che sono meno dell'infimo di tutti i santi, è stata concessa questa grazia
di annunziare ai gentili la buona novella della imperscrutabile ricchezza di
Cristo, e mettere a tutti in luce quale sia l'adempimento del mistero, nascosto
da secoli in Dio, creatore di ogni cosa" (Ef
3,89).
Nessuno potrà pertanto meravigliarsi se la Suprema
Autorità Ecclesiastica si sia occupata di questo
importante argomento, allo scopo di assicurare l'eterna salute alle anime
acquistate "non con l'oro e l'argento corruttibili... ma col sangue
prezioso di Cristo, Agnello immacolato" (I Pt
1,1819), e abbia ponderato attentamente tutti i problemi che il cinema, la
radio e la televisione pongono oggi ai fedeli.
Sono trascorsi oltre venti anni dal giorno in cui il
nostro predecessore di felice memoria Pio XI, valendosi "della mirabile
invenzione marconiana", indirizzò
per la prima volta un radiomessaggio "attraverso i cieli a tutte le genti
e ad ogni creatura".2
Pochi anni dopo, il medesimo nostro predecessore
impartiva al Venerabile Episcopato degli Stati Uniti, con la mirabile enciclica
Vigilanti cura,3 sapienti insegnamenti
conformi alle necessità del tempo, circa il cinema, dichiarando tra l'altro
"necessario e urgente il provvedere che, anche in questa parte, i
progressi dell'arte, della scienza e della stessa perfezione tecnica e
industria umana, come sono veri doni di Dio, così alla gloria di Dio e alla
salvezza delle anime siano ordinati, e servano praticamente all'estensione del
regno di Dio in terra: affinché tutti, come ci fa pregare la Santa Chiesa,
..."Sic transeamus per bona
temporalia, ut non amittamus
aeterna".
Noi stessi, durante il nostro pontificato, abbiamo
sovente in ogni occasione trattato di questo
argomento, impartendo opportune norme non solo ai pastori delle anime, ma anche
alle varie associazioni di Azione Cattolica e agli educatori cristiani.
Abbiamo, inoltre, volentieri ammesso alla nostra presenza le varie categorie
professionali del mondo del cinema, della radio e della televisione; e, dopo
aver espresso la nostra ammirazione per i mirabili progressi di queste arti e
di queste tecniche, abbiamo ricordato le responsabilità di ciascuno, i grandi
meriti conseguiti, i pericoli dei quali possono facilmente incorrere e gli alti
ideali che devono illuminare le loro menti e guidare
le loro volontà.
E' stata anche nostra cura, come ben sapete, istituire
nella curia romana un'apposita commissione4
col compito di studiare accuratamente i problemi del cinema, della radio e
della televisione che hanno attinenza con la fede e con la morale; alla quale
commissione tanto i Vescovi quanto tutti gli interessati possono rivolgersi per
opportune norme. Noi stessi spesso approfittiamo di questi meravigliosi mezzi
moderni, che ci facilitano l'unione di tutto il gregge col Supremo Pastore,
sicché la nostra voce, superando senza difficoltà gli spazi della terra e del
mare e i marosi delle passioni umane, possa giungere
alle anime, esercitandovi una salutare influenza, così come richiedono i sempre
crescenti compiti del sommo apostolato a noi affidato. 5
E per noi motivo di grande
conforto sapere che le esortazioni nostre e del nostro immediato predecessore
Pio XI, di felice memoria, hanno non poco contribuito ad indirizzare il cinema,
la radio e la televisione al perfezionamento spirituale degli uomini e con ciò
alla maggior gloria di Dio.
Infatti, sotto la vostra zelante e vigilante cura,
Venerabili Fratelli, sono state promosse, in comunanza
di forze e di intenti, iniziative ed opere per siffatto apostolato, non solo
sul piano diocesano e nazionale, ma anche su quello internazionale.
Non pochi dirigenti della vita pubblica, rappresentanti
del mondo industriale ed artistico, e larghi ceti di spettatori cattolici, ed
anche di non cattolici, hanno dato prove di onestà in
questa gravissima questione, compiendo sforzi, anche a costo di sacrifici,
perché non solo fosse evitato ogni pericolo di male, ma fossero rispettati i
comandamenti di Dio e tutelata la dignità della persona umana.
Purtroppo, però, dobbiamo ripetere con san Paolo: "Non
tutti hanno dato retta alla buona novella" (Rm
10,16), perché anche in questo campo il Magistero della Chiesa ha incontrato da
parte di alcuni incomprensione e rifiuto, quando non è
stato violentemente combattuto; da parte cioè di individui spinti da un
disordinato appetito di lucro, o vittime di erronee idee sulla dignità e
libertà della natura umana, e sull'arte.
Se l'atteggiamento di queste persone ci riempie l'animo di amarezza, non possiamo tuttavia deflettere dal nostro
dovere, e tradire la verità, nella speranza che sarà riservato anche a noi il
riconoscimento dato a Gesù dai suoi nemici:
"Sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo la verità,
senza temere di nessuno" (Mt 22,16).
Come massimi vantaggi, così anche massimi pericoli possono
nascere dai meravigliosi progressi tecnici moderni nei settori del cinema,
della radio e della televisione.
Infatti, questi mezzi tecnici, che sono, si può dire, a
portata di mano di ciascuno, esercitano sull'uomo uno straordinario potere e
possono condurlo così nel regno della luce, del nobile e del bello, come nei
domini delle tenebre e della depravazione, alla mercé di istinti
sfrenati, secondo che gli spettacoli presentano ai sensi oggetti onesti o
disonesti. 6
Come, nello sviluppo della tecnica industriale del secolo
scorso, è spesso accaduto che la macchina, destinata a servire l'uomo, lo ha
piuttosto dolorosamente asservito, così anche oggi, se lo sviluppo dei mezzi
audiovisivi di comunicazione sociale non viene
sottoposto al "giogo soave" (Mt
11,30) della legge di Cristo, rischia di essere causa d'infiniti mali tanto più
gravi, perché verrebbero asservite non solo le forze materiali, ma anche quelle
spirituali, così privando le scoperte dell'uomo dei grandi vantaggi che ne
erano il fine provvidenziale.7
Perciò, avendo seguito con
sollecitudine paterna ed ogni giorno maggiore il grave problema, e considerati
i salutari frutti che ha portato, nel settore del cinema, durante più di due
decenni l'enciclica Vigilanti cura, abbiamo benevolmente accolto le
richieste, pervenuteci da zelantissimi Pastori e da laici competenti di questi
mezzi, e desideriamo dare, con la presente Lettera Enciclica, insegnamenti e
norme anche circa la radio e la televisione.
Dopo aver pertanto invocato, con insistenti preghiere, il
Signore e implorato l'intercessione della Vergine Santissima, vogliamo
rivolgerci a voi, Venerabili Fratelli, dei quali conosciamo le sollecitudini
pastorali, non solo perché sia chiara la dottrina cristiana relativa a questo
campo, ma anche perché si prendano i necessari provvedimenti e le opportune
iniziative; e perciò vogliamo instantemente
raccomandarvi di premunire il gregge affidato alle vostre cure, contro tutti
gli errori e tutti i danni che l'uso dei suddetti mezzi potrebbe provocare, con
grave pregiudizio della morale cristiana.
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