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Pio XII
Miranda prorsus

IntraText CT - Lettura del testo

  • II. Considerazioni generali.
    • 4. I mezzi della comunicazione audiovisiva.
      • 2. Finalità.
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2. Finalità.

Anche più della stampa, i mezzi audiovisivi offrono possibilità di comunicazioni e di scambi tra gli uomini; essendo, quindi, strumenti diretti di civiltà fra tutte le genti del globo, la Chiesa, che per divina istituzione è universale, desidera che vengano adoperati nel propagare e promuovere valori autentici.

Sia, pertanto, la prima finalità del cinema, della radio e della televisione quella di servire la verità e il bene.

Devono servire la verità in modo da stringere ogni giorno i legami tra i popoli, sicché fiorisca in essi la mutua comprensione, la solidarietà nelle prove, la collaborazione tra i pubblici poteri e i cittadini.

Servire la verità comporta non soltanto tenersi lontano dall'errore, dalla menzogna e dall'inganno, ma anche evitare tutto ciò che potrebbe favorire concezioni della vita e della condotta umana: false, o parziali o tendenziose.

Anzitutto, però, deve essere considerata sacra e inviolabile la verità rivelata da Dio. Anzi, non sarebbe questa la più alta vocazione di questi nobili mezzi, di far conoscere a tutti la fede in Dio, e in Gesù Cristo suo figlio, "quella fede che sola può dare a milioni di uomini la forza di sopportare con serenità e coraggio le indicibili prove e le angosce dell'ora presente"?14

Oltre che servire la verità questi mezzi devono anche contribuire a perfezionare la vita morale dell'uomo. Ciò deve essere attuato nei tre settori di cui vogliamo trattare: l'informazione, l'insegnamento e lo spettacolo.

Ogni informazione, per quanto sia oggettiva, ha un suo fondamentale aspetto morale: "L'aspetto morale di ogni notizia, resa di pubblica ragione, non deve essere trascurato, poiché la relazione più oggettiva implica apprezzamenti e suggerisce decisioni. L'informatore degno di questo nome non deve opprimere nessuno, ma cercare di comprendere gli insuccessi e anche le colpe compiuti. Per spiegare non occorre necessariamente scusare, bensì suggerire rimedi e così operare positivamente e costruire".15

A maggior ragione la stessa cosa si può dire dell'insegnamento, al quale il film didattico, la radio e più ancora la televisione scolastica, offrono notevoli vantaggi, non solo per i giovani, cui viene indirizzato, ma anche per gli adulti. Tuttavia bisogna assolutamente evitare che siffatto insegnamento venga a contrastare con la dottrina e gli imprescrittibili diritti della Chiesa e con la retta educazione della gioventù nella famiglia.

Vorremmo ugualmente sperare che questi nuovi mezzi di comunicazione sociale, siano essi in mano dell'iniziativa privata, siano essi in mano dello Stato, non impartiscano un insegnamento nel quale non ci sia posto per Dio e per i suoi comandamenti.

Sappiamo, purtroppo, che in certe nazioni, dominate dal comunismo ateo, i mezzi audiovisivi sono adoperati anche nelle scuole per sradicare la santa religione dalle anime. E evidente per ognuno, purché esente da pregiudizi, che con questo nuovo e subdolo sistema viene oppressa la coscienza dei fanciulli e dei giovani, ai quali viene negata la verità divina; ad essi, infatti, non è permesso di conoscere la verità rivelata, la quale, come dice il nostro Salvatore, ci fa liberi (Gv 8,32); e ciò costituisce una nuova e subdola forma di persecuzione religiosa.

E' quindi nostro vivo desiderio, Venerabili Fratelli, che questi mezzi, i quali da lontano, con facilità e piacere, raggiungono la vista e l'udito, vengano adoperati specialmente per completare la formazione culturale e professionale, e "soprattutto la formazione cristiana, base fondamentale di ogni autentico progresso anche umano".16 Vogliamo, quindi, esprimere il nostro compiacimento a quanti, educatori e insegnanti, usano del cinema, della radio e della televisione a tale nobilissimo scopo.

Infine, oltre a quelli dell'informazione e dell'insegnamento, il terzo settore, nel quale questi nuovi mezzi audiovisivi possono potentemente servire la causa del bene, è quello dello spettacolo.

Lo spettacolo, infatti, comprende generalmente non soltanto elementi ricreativi e informativi, ma anche educativi. Il nostro predecessore di felice memoria giustamente chiamò il cinema "scuola di vita";17 può essere, infatti, chiamato "scuola" perché questo genere di spettacolo contiene la presentazione di immagini schermiche in movimento integrate, con particolare fascino, dal sonoro e dal parlato, in tal modo da colpire non soltanto l'intelligenza e le altre facoltà, ma tutto l'uomo, come soggiogandolo, e quasi obbligandolo a partecipare personalmente all'azione raffigurata.

Pure sfruttando i vari generi di spettacolo finora conosciuti, il cinema, la radio e la televisione usano, ciascuno, di nuovi procedimenti espressivi; costituiscono perciò un nuovo genere di spettacolo, non destinato a gruppi scelti di spettatori, ma a milioni di uomini, diversi per età, ambiente e cultura.




14 Discorso del 3 dicembre 1944 al personale della R.A.I. (Radio Audizioni Italia): Discorsi e Radiomessaggi di Pio XII, vol. VI, p. 209.

15 Discorso del 21 aprile 1956 ai membri del Comitato di Coordinamento per l'Informazione pubblica dell'O.N.U.: Discorsi e Radiomessaggi di Pio XII, vol. XVIII, p. 137.

16 Radiomessaggio al popolo della Colombia nella solenne inaugurazione dei nuovi impianti della Stazione Radio di Sutatenza: AAS 45 (1953), p. 294.

17 Lettera Enciclica Vigilanti cura: AAS 28 (1936), p. 255.




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