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Anche più della stampa, i mezzi audiovisivi offrono
possibilità di comunicazioni e di scambi tra gli uomini; essendo, quindi,
strumenti diretti di civiltà fra tutte le genti del globo, la Chiesa, che per
divina istituzione è universale, desidera che vengano
adoperati nel propagare e promuovere valori autentici.
Sia, pertanto, la prima finalità del cinema, della radio
e della televisione quella di servire la verità e il bene.
Devono servire la verità in modo da stringere ogni giorno
i legami tra i popoli, sicché fiorisca in essi la
mutua comprensione, la solidarietà nelle prove, la collaborazione tra i
pubblici poteri e i cittadini.
Servire la verità comporta non soltanto tenersi lontano
dall'errore, dalla menzogna e dall'inganno, ma anche evitare tutto ciò che
potrebbe favorire concezioni della vita e della condotta umana: false, o
parziali o tendenziose.
Anzitutto, però, deve essere considerata sacra e
inviolabile la verità rivelata da Dio. Anzi, non sarebbe questa la più alta
vocazione di questi nobili mezzi, di far conoscere a
tutti la fede in Dio, e in Gesù Cristo suo figlio,
"quella fede che sola può dare a milioni di uomini la forza di sopportare
con serenità e coraggio le indicibili prove e le angosce dell'ora
presente"?14
Oltre che servire la verità questi mezzi devono anche
contribuire a perfezionare la vita morale dell'uomo.
Ciò deve essere attuato nei tre settori di cui vogliamo trattare:
l'informazione, l'insegnamento e lo spettacolo.
Ogni informazione, per quanto sia oggettiva, ha un suo
fondamentale aspetto morale: "L'aspetto morale di ogni
notizia, resa di pubblica ragione, non deve essere trascurato, poiché la
relazione più oggettiva implica apprezzamenti e suggerisce decisioni.
L'informatore degno di questo nome non deve opprimere nessuno, ma cercare di
comprendere gli insuccessi e anche le colpe compiuti. Per spiegare non occorre
necessariamente scusare, bensì suggerire rimedi e così operare positivamente e
costruire".15
A maggior ragione la stessa cosa si può dire
dell'insegnamento, al quale il film didattico, la radio e più ancora la
televisione scolastica, offrono notevoli vantaggi, non solo per i giovani, cui viene indirizzato, ma anche per gli adulti. Tuttavia bisogna assolutamente evitare che siffatto insegnamento
venga a contrastare con la dottrina e gli imprescrittibili diritti della Chiesa
e con la retta educazione della gioventù nella famiglia.
Vorremmo ugualmente sperare che questi nuovi mezzi di
comunicazione sociale, siano essi in mano dell'iniziativa privata, siano essi
in mano dello Stato, non impartiscano un insegnamento nel quale non ci sia posto per Dio e per i suoi comandamenti.
Sappiamo, purtroppo, che in certe nazioni, dominate dal
comunismo ateo, i mezzi audiovisivi sono adoperati anche nelle scuole per
sradicare la santa religione dalle anime. E evidente
per ognuno, purché esente da pregiudizi, che con questo nuovo e subdolo sistema
viene oppressa la coscienza dei fanciulli e dei giovani, ai quali viene negata
la verità divina; ad essi, infatti, non è permesso di conoscere la verità
rivelata, la quale, come dice il nostro Salvatore, ci fa liberi (Gv 8,32); e ciò costituisce una nuova e subdola
forma di persecuzione religiosa.
E' quindi nostro vivo desiderio, Venerabili Fratelli, che
questi mezzi, i quali da lontano, con facilità e piacere, raggiungono la vista
e l'udito, vengano adoperati specialmente per
completare la formazione culturale e professionale, e "soprattutto la
formazione cristiana, base fondamentale di ogni autentico progresso anche
umano".16 Vogliamo, quindi, esprimere il nostro compiacimento a
quanti, educatori e insegnanti, usano del cinema, della radio e della
televisione a tale nobilissimo scopo.
Infine, oltre a quelli dell'informazione e
dell'insegnamento, il terzo settore, nel quale questi nuovi mezzi audiovisivi possono
potentemente servire la causa del bene, è quello dello spettacolo.
Lo spettacolo, infatti, comprende generalmente non
soltanto elementi ricreativi e informativi, ma anche educativi. Il nostro
predecessore di felice memoria giustamente chiamò il cinema "scuola di
vita";17 può essere, infatti, chiamato
"scuola" perché questo genere di spettacolo contiene la presentazione
di immagini schermiche in movimento integrate, con
particolare fascino, dal sonoro e dal parlato, in tal modo da colpire non
soltanto l'intelligenza e le altre facoltà, ma tutto l'uomo, come
soggiogandolo, e quasi obbligandolo a partecipare personalmente all'azione
raffigurata.
Pure sfruttando i vari generi di spettacolo finora
conosciuti, il cinema, la radio e la televisione usano, ciascuno, di nuovi
procedimenti espressivi; costituiscono perciò un nuovo genere di spettacolo,
non destinato a gruppi scelti di spettatori, ma a milioni di uomini,
diversi per età, ambiente e cultura.
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