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Il primo dovere pertanto del radioascoltatore è
un'oculata scelta dei programmi. La trasmissione radiofonica non deve essere un
intruso, ma un amico che entra nel focolare dietro cosciente e libero invito.
Guai a colui che non sa scegliere gli amici da
introdurre nel santuario della famiglia. Le trasmissioni ammesse nella casa
dovranno essere solo quelle portatrici di verità e di bene, che non distraggono,
ma anzi aiutano i membri della famiglia nel compimento dei propri doveri
personali e sociali, e che, se si tratta di giovani e di fanciulli,
lungi dal nuocere, confortano e prolungano l'opera sanamente
educativa dei genitori e della scuola.
Gli Uffici cattolici radiofonici nazionali cercheranno,
con l'aiuto della stampa cattolica, di informare preventivamente i fedeli sul
valore delle trasmissioni. Tali segnalazioni preventive però non saranno
ovunque possibili, e sovente avranno solo un valore
indicativo, perché l'impostazione di certi programmi non può essere conosciuta
facilmente in anticipo.
I pastori di anime ricorderanno
perciò ai fedeli che la legge di Dio vieta di ascoltare le trasmissioni dannose
alla loro fede o alla loro vita morale ed esorteranno coloro che hanno la cura
della gioventù alla vigilanza ed alla sapiente educazione del senso della
responsabilità di fronte all'uso dell'apparecchio ricevitore collocato in casa.
I Vescovi inoltre hanno il dovere di mettere in guardia i
fedeli dalle stazioni emittenti che notoriamente propugnano principi contrari
alla fede cattolica.
Il secondo dovere del radioascoltatore è quello di far
conoscere ai responsabili dei programmi i suoi legittimi desideri e le giuste
obiezioni. Questo dovere risulta chiaramente dalla
natura stessa della radio, che può facilmente creare una relazione a senso
unico, da chi trasmette a chi ascolta.
I metodi moderni di sondaggio della pubblica opinione,
permettendo di misurare il grado di interesse che
hanno suscitato le singole trasmissioni, sono certo di grande aiuto ai
responsabili dei programmi; ma l'interesse più o meno vivo suscitato nel
pubblico può essere spesso dovuto a cause transitorie o a impulsi non
ragionevoli, e non è quindi da considerarsi un sicuro indice della retta norma
di agire.
Gli ascoltatori devono pertanto collaborare alla
formazione di un'illuminata opinione pubblica che permetta
di esprimere, nei debiti modi, approvazioni, incoraggiamenti ed obiezioni, e di
contribuire a che a radio, conformemente alla sua missione educativa, si metta
"al servizio della verità, della moralità, della giustizia,
dell'amore".33
Tale dovere spetta a tutte le Associazioni cattoliche che
cercheranno di difendere efficacemente gli interessi dei fedeli in questo campo.
Nei paesi dove le circostanze lo consigliano, potranno essere inoltre promosse apposite associazioni di ascoltatori e di spettatori, sotto
la guida degli Uffici nazionali.
E dovere infine dei radioascoltatori appoggiare le buone trasmissioni
e anzitutto quelle che portano Dio nei cuori umani.
Oggi, quando sulle onde si agitano violentemente erronee dottrine, quando con appositi disturbi si crea nell'etere un sonoro "sipario
di ferro", con lo scopo di non permettere che per questa via penetri la
verità che potrebbe scuotere la tirannide del materialismo ateo, quando milioni
di uomini aspettano ancora l'alba della buona novella od una più ampia
istruzione sulla loro fede, quando gli ammalati o altrimenti impediti attendono
ansiosamente di unirsi alle preghiere della comunità cristiana e al Sacrificio
di Cristo, come potrebbero i fedeli, e soprattutto quelli che conoscono i
vantaggi della radio per quotidiana esperienza, non dimostrarsi generosi nel
favorire tali programmi?
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