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Sappiamo quanto è stato fatto e quanto si fa nei vari
paesi per sviluppare i programmi cattolici alla radio. Numerosi sono, grazie a
Dio, gli ecclesiastici e i laici che si sono fatti pionieri in questo campo,
assicurando alle trasmissioni sacre il posto che corrisponde al primato dei
valori religiosi sulle altre cose umane.
Considerando intanto attentamente le possibilità che ci offre la radio per l'apostolato, e spinti dal mandato del
Divino Redentore: "Andate per tutto il mondo, predicate l'Evangelo ad ogni
creatura" (Mc 16,15), vi
chiediamo, Venerabili Fratelli, di incrementare e perfezionare ancora, secondo
le necessità e le possibilità del luogo, le trasmissioni religiose.
E poiché la dignitosa presentazione alla radio delle
funzioni sacre, della verità della fede e delle informazioni sulla vita della
Chiesa, richiede, oltre la debita vigilanza, anche talento e competenza
particolari, occorrerà preparare con speciale cura i sacerdoti e i laici
destinati a quest'importante attività.
A tale scopo saranno opportunamente indetti, nei paesi
dove i cattolici dispongono di moderne attrezzature e
di una più lunga esperienza, appositi corsi di addestramento che permetteranno
ai candidati, anche di altre nazioni, di acquistare l'abilità professionale
occorrente ad assicurare alle trasmissioni religiose un alto livello artistico
e tecnico.
Gli stessi Uffici nazionali provvederanno allo sviluppo e
al coordinamento dei programmi religiosi nella loro nazione, e collaboreranno, in quanto possibile, con i responsabili delle varie stazioni
trasmittenti, vigilando attentamente sulla moralità dei programmi.
Circa la partecipazione degli ecclesiastici, anche se
religiosi esenti, alle trasmissioni radiofoniche e televisive, i Vescovi potranno
emanare opportune norme, affidandone l'esecuzione agli Uffici nazionali.
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