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| Pio XII Miranda prorsus IntraText CT - Lettura del testo |
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5. L'educazione agli audiovisivi.Ma perché lo spettacolo, in tali condizioni, possa compiere la sua funzione, occorre un'azione istruttiva ed educativa che prepari lo spettatore non solo a capire il linguaggio proprio a ciascuna di queste tecniche, ma specialmente a condurvisi secondo retta coscienza, sì da considerare e giudicare con maturo criterio i vari elementi offerti dallo schermo cinematografico e televisivo, e non, come spesso avviene, lasciarsi prendere e trasportare disordinatamente dalla loro forza fascinatrice. Né una sana ricreazione, "diventata ormai, come diceva il nostro predecessore di felice memoria, una necessità per la gente che si affatica nelle occupazioni della vita",18 né il progresso culturale potranno essere pienamente assicurati senza siffatta opera educativa, alla luce dei principi cristiani. La necessità di dare una tale educazione agli spettacoli è stata vivamente sentita dai cattolici specialmente negli ultimi anni e numerose sono oggi le iniziative che mirano a preparare tanto i giovani quanto gli adulti a meglio valutare i lati positivi e negativi dello spettacolo. Questa preparazione non può certo servire di pretesto alla visione di spettacoli immorali, anzi deve insegnare a scegliere i programmi in conformità con la dottrina della Chiesa circa la fede e i costumi e ad osservare le norme emanate dai competenti uffici ecclesiastici. Dette iniziative, se, come speriamo, seguono i retti principi didattici ed educativi, non soltanto meritano la nostra approvazione, ma anche il nostro vivo incoraggiamento; perciò desideriamo che vengano introdotte nelle scuole di ogni ordine, nelle associazioni di Azione Cattolica e nelle parrocchie. Tale sana istruzione ed educazione dello spettatore, mentre farà diminuire i pericoli morali, permetterà al cristiano di profittare di ogni nuova conoscenza per innalzare lo spirito verso la meditazione delle verità supreme. Una parola di particolare compiacimento vogliamo rivolgere ai missionari, i quali, consapevoli del loro dovere di tutelare la integrità del ricco patrimonio morale dei popoli per il bene dei quali si sacrificano e a cui portano la luce della verità, cercano di iniziare i fedeli al retto uso del cinema, della radio e della televisione, facendo così conoscere praticamente le vere conquiste della civiltà. Desideriamo vivamente che i loro sforzi in questo settore siano appoggiati specialmente dalle pubbliche autorità, tanto ecclesiastiche quanto governative. Va tuttavia notato che la sola opera di istruzione e di educazione non è sufficiente. Occorre che gli spettacoli siano adatti al grado di sviluppo intellettuale, di sensibilità, emotivo e morale delle singole età. Questo problema è diventato particolarmente urgente quando, con la radio, e soprattutto con la televisione, lo spettacolo può aversi con tutta facilità tra le stesse pareti domestiche, minacciando le difese che devono tutelare la sana educazione della prole, sì da assicurare all eta evolutiva la virtù necessaria ad affrontare vittoriosamente le tempeste del secolo. A tale proposito scrivevamo tre anni or sono ai Vescovi d'Italia: "Come non inorridire al pensiero che, mediante la televisione, possa introdursi fra le stesse pareti domestiche quell'atmosfera avvelenata di materialismo, di fatuità e di edonismo che troppo sovente Sl respira in tante sale cinematografiche?".19 Ci sono note le iniziative promosse e dalle pubbliche autorità e da enti privati di educazione a fin di allontanare, per quanto possibile, i giovani da spettacoli non adatti alla loro età, troppo spesso gravemente pericolosi. Ogni opera compiuta in questo campo merita il nostro incoraggiamento, purché si tenga conto che, ben più gravi di eventuali traumi fisiologici e psichici, sono da evitare i pericoli morali dei giovani; pericoli che costituiranno, se non prevenuti e allontanati tempestivamente, una vera e propria minaccia per la società. Pertanto, ai giovani, a noi carissimi, va la paterna e fiduciosa ammonizione di esercitarsi, nella prudenza e nella temperanza cristiana, riguardo all'assistenza di spettacoli che potrebbero offuscare il loro candore. Essi sono seriamente tenuti a dominare l'innata loro curiosità di tutto vedere e di tutto sentire, a conservare libero il cuore da smodati piaceri terreni e ad innalzarlo alle gioie soprannaturali. Sapendo che da questi mezzi audiovisivi possono derivare grandi beni e grandi pericoli secondo l'uso che ne fa l'uomo, anche in questo campo la Chiesa intende compiere pienamente la sua funzione, non direttamente di ordine culturale, ma religiosa e pastorale.20 |
18 Ibidem, p. 254. 19 Cf AAS 46 (1954), P. 21. 20 Discorso del 9 marzo 1956 a dirigenti e studiosi degli organismi che fanno parte della "Umone Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell'Arte": AAS 48 (1956). |
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