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Pio XII
Miranda prorsus

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  • III. Considerazioni specifiche.
    • 2. La radio.
      • 2. Gli obblighi dei radioascoltatori.
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2. Gli obblighi dei radioascoltatori.

Il primo dovere pertanto del radioascoltatore è un'oculata scelta dei programmi. La trasmissione radiofonica non deve essere un intruso, ma un amico che entra nel focolare dietro cosciente e libero invito. Guai a colui che non sa scegliere gli amici da introdurre nel santuario della famiglia. Le trasmissioni ammesse nella casa dovranno essere solo quelle portatrici di verità e di bene, che non distraggono, ma anzi aiutano i membri della famiglia nel compimento dei propri doveri personali e sociali, e che, se si tratta di giovani e di fanciulli, lungi dal nuocere, confortano e prolungano l'opera sanamente educativa dei genitori e della scuola.

Gli Uffici cattolici radiofonici nazionali cercheranno, con l'aiuto della stampa cattolica, di informare preventivamente i fedeli sul valore delle trasmissioni. Tali segnalazioni preventive però non saranno ovunque possibili, e sovente avranno solo un valore indicativo, perché l'impostazione di certi programmi non può essere conosciuta facilmente in anticipo.

I pastori di anime ricorderanno perciò ai fedeli che la legge di Dio vieta di ascoltare le trasmissioni dannose alla loro fede o alla loro vita morale ed esorteranno coloro che hanno la cura della gioventù alla vigilanza ed alla sapiente educazione del senso della responsabilità di fronte all'uso dell'apparecchio ricevitore collocato in casa.

I Vescovi inoltre hanno il dovere di mettere in guardia i fedeli dalle stazioni emittenti che notoriamente propugnano principi contrari alla fede cattolica.

Il secondo dovere del radioascoltatore è quello di far conoscere ai responsabili dei programmi i suoi legittimi desideri e le giuste obiezioni. Questo dovere risulta chiaramente dalla natura stessa della radio, che può facilmente creare una relazione a senso unico, da chi trasmette a chi ascolta.

I metodi moderni di sondaggio della pubblica opinione, permettendo di misurare il grado di interesse che hanno suscitato le singole trasmissioni, sono certo di grande aiuto ai responsabili dei programmi; ma l'interesse più o meno vivo suscitato nel pubblico può essere spesso dovuto a cause transitorie o a impulsi non ragionevoli, e non è quindi da considerarsi un sicuro indice della retta norma di agire.

Gli ascoltatori devono pertanto collaborare alla formazione di un'illuminata opinione pubblica che permetta di esprimere, nei debiti modi, approvazioni, incoraggiamenti ed obiezioni, e di contribuire a che a radio, conformemente alla sua missione educativa, si metta "al servizio della verità, della moralità, della giustizia, dell'amore".33

Tale dovere spetta a tutte le Associazioni cattoliche che cercheranno di difendere efficacemente gli interessi dei fedeli in questo campo. Nei paesi dove le circostanze lo consigliano, potranno essere inoltre promosse apposite associazioni di ascoltatori e di spettatori, sotto la guida degli Uffici nazionali.

E dovere infine dei radioascoltatori appoggiare le buone trasmissioni e anzitutto quelle che portano Dio nei cuori umani. Oggi, quando sulle onde si agitano violentemente erronee dottrine, quando con appositi disturbi si crea nell'etere un sonoro "sipario di ferro", con lo scopo di non permettere che per questa via penetri la verità che potrebbe scuotere la tirannide del materialismo ateo, quando milioni di uomini aspettano ancora l'alba della buona novella od una più ampia istruzione sulla loro fede, quando gli ammalati o altrimenti impediti attendono ansiosamente di unirsi alle preghiere della comunità cristiana e al Sacrificio di Cristo, come potrebbero i fedeli, e soprattutto quelli che conoscono i vantaggi della radio per quotidiana esperienza, non dimostrarsi generosi nel favorire tali programmi?




33 Cf Discorso del 3 ottobre 1947 nel cinquantenario della invenzione della radio: Discorsi e Radiomessaggi di Pio XII, vol. XI, p. 267.




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