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23 dicembre
1922
1.
Fin dal primo momento in cui, per gli imperscrutabili disegni di Dio, Ci
vedemmo elevati, sebbene indegni, a questa cattedra di verità e di carità,
abbiamo vivamente desiderato di rivolgere la parola del cuore a voi tutti,
Venerabili Fratelli, e a tutti i diletti vostri figli, dei quali voi avete il
governo e la cura immediata. A questo desiderio si ispirava la solenne
benedizione che, urbi et orbi, dall'alto della Basilica Vaticana, appena
eletti, impartimmo ad un'immensa moltitudine di popolo: benedizione che voi
tutti, da tutte le parti del mondo, unendovi al Sacro Collegio Cardinalizio,
accoglieste con manifestazione di grata letizia: il che fu per Noi,
nell'accingerci ad assumere d'improvviso il gravissimo ufficio, il più soave
conforto dopo quello che Ci proveniva dalla fiducia nell'aiuto divino. Ora
"la Nostra parola viene a voi" - os Nostrum patet ad vos1 -
nell'imminenza del giorno natalizio di Nostro Signore Gesù Cristo ed all'inizio
del nuovo anno, e viene come strenna festiva ed augurale, che il Padre manda a
tutti i suoi figli.
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