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3.
Non mancarono tuttavia straordinari avvenimenti che Ci portarono nell'animo la
nota più lieta: il XXVI Congresso Eucaristico internazionale e le solennità
trecentenarie della Sacra Congregazione di Propaganda. Furono quelle
inesprimibili consolazioni e gioie spirituali, che mai avremmo immaginato
potessero in tanta copia riversarsi sui primi inizi del Nostro Pontificato.
Vedemmo allora quasi tutti i Porporati del Sacro Collegio e potemmo anche
intrattenerci a privati colloqui con centinaia di Vescovi accorsi da tutte le
parti della terra, quanti, nelle condizioni ordinarie, appena avremmo veduto in
parecchi anni; a migliaia vedemmo pure e paternamente benedicemmo larghe ed
insigni rappresentanze dell'immensa famiglia che Iddio Ci ha affidata, proprio
come dice la sacra parola apocalittica, ex omni tribu et lingua et popolo et
natione.3 E con loro assistemmo a spettacoli veramente divini: vedemmo
il divin Redentore sotto i veli eucaristici, quasi a riprendere il suo posto di
Re degli uomini, delle città e dei popoli, venir portato in grandissimo e
veramente regale trionfo di fede, di adorazione e di amore, nel centro di
questa Nostra Roma, in un immenso corteo, nel quale popoli e nazioni di tutte
le parti del mondo erano rappresentati. Vedemmo lo Spirito di Dio ridiscendere
nelle anime dei sacerdoti e dei fedeli e riaccender in esso lo spirito di
preghiera e di apostolato come nella prima Pentecoste; e la fede vivace dei
Romani di nuovo annunciarsi nell'universo mondo, con magnifica glorificazione
di Dio ed edificazione delle anime. Ed intanto la Vergine santa, Madre di Dio e
Madre nostra benignissima, Maria, Essa che già amorevolmente Ci aveva sorriso
dai santuari di Czestochowa e di Ostrabrana, dalla taumaturga grotta di Lourdes
e dall'aerea cuspide della nostra Milano, nonché dal piissimo santuario di Rho,
degnavasi anche gradire l'omaggio del Nostro amore e della Nostra devozione,
allorquando, riparati i gravissimi danni dell'incendio, restituivamo al
venerabile santuario di Loreto la devota effigie già prima presso di Noi
preparata, da Noi benedetta ed incoronata. Fu quello uno splendidissimo trionfo
di Maria, cui parteciparono in nobile gara, da Roma a Loreto, dovunque passò la
sacra icone, le popolazioni fedeli, accorrendo da tutte le vicinanze, con una
spontanea e luminosa affermazione di profonda religiosità, nella quale
rifulsero il tenero affetto alla SS.ma Vergine e il devoto attaccamento al
Vicario di Gesù Cristo.
Per l'eloquenza
di svariati avvenimenti, che Noi tramandiamo alla edificazione dei posteri,
veniva sempre più chiarendosi alla Nostra mente quello che sembra rivendicare a
sé le prime e più sollecite cure del Nostro apostolico ministero, e, per ciò
stesso, quello che dovessimo dire con la prima solenne parola a voi rivolta.
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