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Pius PP. XI
Ubi arcano

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  • IV. Dopo la tremenda guerra l'umanità non ha trovato la vera pace.
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IV. Dopo la tremenda guerra l'umanità non ha trovato la vera pace.

4. Gli uomini, le classi sociali, i popoli, non hanno ancora ritrovato la vera pace dopo la tremenda guerra, e perciò ancora non godono di quell'operosa e feconda tranquillità nell'ordine che è il sospiro ed il bisogno di tutti: ecco la triste verità che da tutte le parti si presenta. Riconoscere la realtà e la gravità di tanto male ed indagarne le cause è la prima cosa e più necessaria da farsi da chi, come Noi, voglia con frutto studiare ed applicare i mezzi per combattere il male stesso efficacemente. E questo l'obbligo che la coscienza dell'apostolico ufficio Ci fa sentire imperioso e che Ci proponiamo di adempiere, sia ora con questa prima lettera enciclica, sia in appresso con tutta la sollecitudine del ministero pontificale. Purtroppo continuano nel mondo le stesse tristissime condizioni che formarono la costante ed angosciosa cura di tutto il pontificato del venerato Nostro antecessore Benedetto XV, e perciò Noi, come è naturale, facciamo Nostri gli stessi pensieri e propositi suoi a questo riguardo. Così possano essi divenire i pensieri ed i propositi di tutti, sì che, con l'aiuto di Dio e con la generosa cooperazione di tutti i buoni, se ne veggano presto copiosi i frutti nella riconciliazione degli animi.

Sembrano scritte pei giorni nostri le ispirate parole dei grandi Profeti: "Aspettammo la pace e non abbiamo il bene:4 l'ora della cura e del rimedio ai mali sofferti ed ecco nuovi timori e perturbazioni;5 aspettammo la luce ed eccoci ancòra nelle tenebre; ...aspettammo la giustizia e non è; la salute ed essa è ancora da noi lontana".6 Si sono infatti deposte le armi fra i belligeranti di ieri, ma ecco nuovi orrori e nuovi timori di guerre nel vicino Oriente: condizioni terribilmente aggravate in una grandissima parte di quelle sterminate regioni, dalla fame, dalle epidemia, dalle devastazioni che mietono innumerevoli vittime, massime fra i vecchi, le donne ed i bambini innocenti. Su tutto quanto, si può ben dire, l'immenso teatro della guerra mondiale le vecchie rivalità continuano, dissimulate nei maneggi della politica, mascherate nella fluttuazione della finanza, ostentate nella stampa, in giornali e periodici di ogni tipo, penetrando anche nei settori, naturalmente sereni e pacifici, degli studi, delle scienze e dell'arte.




4 "Expectavimus pacem et non erat bonum; tempus medelae et ecce formido" (Geremia, 8, 15).

5 "Tempus curationis et ecce turbatio", Idem, 14, 19.

6 "Expectavimus lucem et ecce tenebrae.. expectavimus iudicium et non est; salutem et elongata est a nobis" (Isaia, 59, 9-11).




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