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9.
E come del malessere generale di un organismo, o di una sua notevole parte, si
risentono anche le parti minime, così anche agli individui si propagano i mali
che affliggono la società e la famiglia. Lamentiamo infatti il diffondersi di
una irrequietezza morbosa in ogni età e condizione; il disprezzo
dell'ubbidienza e l'intolleranza della fatica passare in costume; il pudore
delle donne e delle fanciulle conculcato nella licenza del vestire, del
conversare, delle danze invereconde, con l'insulto aperto all'altrui miseria,
reso più provocante dall'ostentazione del lusso. Di qui l'aumento delle file
dei sovvertitori dei pubblici e privati ordinamenti.
Quindi non più
fiduciosa sicurezza, ma trepida incertezza e sempre nuovi timori; non operosa
laboriosità ma indolenza e disoccupazione; non più la serena tranquillità
dell'ordine, nel che consiste la pace, ma dappertutto un irrequieto spirito di
rivolta. Ond'è che, illanguidite le industrie, diminuiti e ritardati i
commerci, reso sempre più difficile il culto delle scienze, delle lettere e
delle arti, e, ciò ch'è molto più grave, danneggiata la stessa civiltà
cristiana, per inevitabile conseguenza, invece del tanto vantato progresso, si
aggrava sempre più un regresso doloroso verso l'imbarbarimento della società.
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