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Pius PP. XI
Ubi arcano

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  • X. Come conseguenza della guerra mondiale una grave crisi della religione, del clero e delle missioni.
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X. Come conseguenza della guerra mondiale una grave crisi della religione, del clero e delle missioni.

10. A tutti i mali ricordati si debbono aggiungere e porre in cima quelli che sfuggono all'osservatore superficiale, all'uomo del senso, il quale, come dice l'Apostolo, non comprende ea quae sunt spiritus Dei,7 ma che pur costituiscono quanto hanno di più grave e profondo le odierne piaghe sociali. Vogliamo dire quei mali che trascendono la materia e la natura, toccando l'ordine più propriamente spirituale e religioso, cioè la vita soprannaturale delle anime; e sono mali tanto più deplorabili quanto più lo spirito sovrasta alla materia. Infatti, oltre il rilassamento troppo diffuso dei cristiani doveri che abbiamo accennato. Noi lamentiamo con voi, Venerabili Fratelli, che non siano tuttora restituite alla preghiera ed al culto non poche delle moltissime chiese cui la guerra trasferì ad usi profani; che restino ancora chiusi molti seminari, dove unicamente alla vita religiosa dei popoli si preparano e formano idonee guide e maestri; decimate quasi in tutti i paesi le file del clero, parte del quale o cadde vittima della guerra nell'esercizio del sacro ministero, o n'ebbe più o meno turbata la disciplina e lo spirito per le troppe violente e contrastanti condizioni di vita; ridotta in troppi luoghi al silenzio la predicazione della divina parola coi suoi necessari ed inestimabili benefici "per l'edificazione del corpo mistico di Cristo".8

I danni spirituali della terribile guerra si fecero sentire fino agli estremi confini del mondo e fin nelle più interne ed appartate regioni dei lontani continenti, perché anche i missionari dovettero abbandonare i campi delle loro apostoliche fatiche e purtroppo molti non poterono più tornarvi, interrompendo ed abbandonando magnifiche conquiste di elevazione morale e materiale, di religione e di civiltà. Vero è che queste grandi disgrazie spirituali non furono senza qualche prezioso compenso, mentre più chiaramente apparve, smentendo vecchie calunnie, quanto alta e pura e generosa ardesse nei cuori consacrati a Dio la fiamma della carità di patria e la coscienza di tutti i doveri; mentre più larghi si profusero i benefici del sacro ministero sui campi cruenti dove la morte mieteva a migliaia le vittime; mentre moltissime anime, deposti, in presenza di mirabili esempi d'abnegazione, gli antichi pregiudizi, si riaccostarono al sacerdozio ed alla Chiesa. Ma di questo andiamo unicamente debitori all'infinita bontà e sapienza di Dio, che anche dal male sa trarre il bene.




7 1Cor 2, 14.

8 Ef 4, 12.




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