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Pius PP. XI
Ubi arcano

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  • XIII. L'allontanamento da Dio causa prima dei mali sociali.
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XIII. L'allontanamento da Dio causa prima dei mali sociali.

13. Senonché della mancata pace e dei mali che sono conseguenti dell'accennata mancanza, vi è una causa più alta insieme e più profonda; una causa che già prima della grande guerra era venuta largamente preparandosi; una causa alla quale l'immane calamità avrebbe dovuto essere rimedio, se tutti avessero capito l'alto linguaggio dei grandi avvenimenti. Sta scritto nel libro di Dio: "quelli che abbandonarono il Signore andranno consunti"15; e non meno noto è ciò che Gesù Redentore, Maestro degli uomini, ha detto: "senza di me nulla potete fare"16; ed ancora: "chi non raccoglie con me, disperde".17

Queste divine parole si sono avverate ed ancora vanno avverandosi sotto i nostri occhi. Gli uomini si sono allontanati da Dio e da Gesù Cristo e per questo sono caduti al fondo di tanti mali; per questo stesso si logorano e si consumano in vani e sterili tentativi di porvi rimedio, senza neppure riuscire a raccogliere gli avanzi di tante rovine. Si è voluto che fossero senza Dio e senza Gesù Cristo le leggi e i governi, derivando ogni autorità non da Dio, ma dagli uomini; e con ciò stesso venivano meno alle leggi, non soltanto le sole vere ed inevitabili sanzioni, ma anche gli stessi supremi criteri del giusto, che anche il filosofo pagano Cicerone intuiva potersi derivare soltanto dalla legge divina. E veniva pure meno all'autorità ogni solida base, ogni vera ed indiscutibile ragione di supremazia e di comando da una parte, di soggezione e di ubbidienza dall'altra; e così la stessa compagine sociale, per logica necessità, doveva andarne scossa e compromessa, non rimanendole ormai alcun sicuro fulcro, ma tutto riducendosi a contrasti ed a prevalenze di numero e di interessi particolari.




15 "Qui dereliquerunt Dominum consumentur", Isaia, 1, 28.

16 "Sine me nihil potestis facere", Giovanni, 15, 5.

17 "Qui non colligit mecum, dispergit", Luca, 11, 23.




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