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14.
Si volle che non più Dio, non più Gesù Cristo presiedesse al primo formarsi
della famiglia, riducendo a solo contratto civile il matrimonio, del quale Gesù
Cristo ha fatto un "Sacramento grande",18 con erigerlo a
santo e santificante simbolo dell'indissolubile vincolo che a Lui stesso lega
la sua Chiesa. Ne rimane abbassata, oscurata e confusa nei popoli tutta quella
elevatezza e santità di idee e di sentimenti, di cui la Chiesa aveva circondato
fin dal suo primo formarsi questo germe della società civile, che è la
famiglia: la gerarchia domestica, e con essa la pace domestica, andò
sovvertita; sempre più minacciata e scossa la stabilità ed unità della
famiglia; il santuario domestico sempre più frequentemente profanato da basse
passioni e da micidiali egoismi, che tendono ad avvelenare ed inaridire le sorgenti
stesse della vita, non soltanto della famiglia, ma anche dei popoli.
Non si volle
più Dio, né Gesù Cristo, né la dottrina sua nella scuola, e la scuola, per
triste ma ineluttabile necessità, divenne non soltanto laica e areligiosa, ma
anche apertamente atea e antireligiosa, dovendo l'ignaro fanciullo presto
persuadersi che nessuna importanza hanno per la vita Dio e la Religione, di cui
mai sente parlare, se non forse con parole di vilipendio. Così, ed anche solo
per questo, la scuola cessava di guidare al bene, ossia di educare, privata di
Dio e della sua legge, e della stessa possibilità di formare le coscienze e le
volontà alla fuga del male, alla pratica del bene. Così veniva pur meno ogni
possibilità di preparare alla famiglia ed alla società elementi di ordine, di
pace e di prosperità.
Spente così od
oscurate le luci dello spiritualismo cristiano, l'invadente materialismo non
fece che preparare il terreno alla vasta propaganda di anarchia e di odio
sociale degli ultimi tempi: donde infine sfrenata, la guerra mondiale gettava
nazioni e popoli gli uni contro gli altri, a sfogo di discordie e di odi
lungamente covati, abituando gli uomini alla violenza ed al sangue, e col
sangue suggellando gli odi e le discordie di prima.
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