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Pius PP. XI
Ubi arcano

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  • XVI. Effetti morali e materiali della vera pace.
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XVI. Effetti morali e materiali della vera pace.

16. Della pace di Cristo, cosa del cuore e tutta di carità, si può e si deve ripetere quello che l'Apostolo dice del regno di Dio, che appunto per la carità signoreggia nei cuori: non est regnum Dei esca et potus,31 cioè che la pace di Cristo "non si pasce di beni materiali e terreni", ma di spirituali e celesti. Né potrebb'essere altrimenti, mentre è Gesù che ha rivelato al mondo i valori spirituali e rivendicato loro il dovuto apprezzamento. Ha Egli detto: "Che cosa giova all'uomo guadagnare tutto il mondo, se poi danneggia l'anima sua? o che cosa darà l'uomo in cambio dell'anima sua?"32 Fu Egli che diede quella divina lezione di carattere: "Non temete coloro che uccidono il corpo, e non possono uccidere l'anima; ma bensì temete colui che può mandare in perdizione e l'anima e il corpo".33

Non che la pace di Cristo, la pace vera, debba rinunciare ai beni materiali e terreni: al contrario tutti le sono da Cristo stesso formalmente promessi: "Cercate prima il regno di Dio, ... e tutto ciò vi sarà dato per di più".34 Ma essa sovrasta al senso e lo domina: Pax Dei exsuperat omnem sensum;35 ed appunto per questo domina le cieche cupidigie ed evita le divisioni, le lotte e le discordie alle quali l'ingordigia dei beni materiali necessariamente origine.

Frenata la cupidigia dei beni materiali, rimessi nell'onore che loro compete i valori dello spirito, alla pace di Cristo, per naturale felicissimo accordo, si accompagna, con la illibatezza e dignità della vita, l'elevazione dell'umana persona, nobilitata nel Sangue di Cristo, nella figliuolanza divina, nella santità e nel vincolo fraterno che ci unisce allo stesso Cristo, nella preghiera e nei Sacramenti, mezzi infallibilmente efficaci di elevazione e partecipazione divina, nell'aspirazione all'eterno possesso della gloria e beatitudine di Dio stesso, a tutti proposto come meta e premio.




31 Rm 14, 17.

32 "Quid prodest homini si mundum universum lucretur, anime vero suae detrimentum patiatur, aut quam dabit homo commutationem pro anima sua? Matteo, 16, 26.

33 Nolite timere eos qui occidunt corpus, animam autem non possunt occidere: sed potius timete eum qui potest et animam et corpus perdere in gehennam Matteo, 28; Luca, 12, 14.

34 "Quaerite primum regnum Dei, .. et haec omnia adiicientur vobis", Matteo, 6, 33; Luca, 12, 31.

35 Fil 4, 7.




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