|
21.
Per quest'opera a tutti Noi chiediamo aiuto e cooperazione, ma la chiediamo e
l'aspettiamo innanzi tutto da voi, Venerabili Fratelli, cui il nostro duce e
capo Gesù Cristo, che affidava a Noi la cura e responsabilità di pascere tutto
l'ovile, chiamava a parte della Nostra universale sollecitudine; voi che
"lo Spirito Santo ha posto a reggere la Chiesa",48 voi che
fra i primi insigniti del "ministero della riconciliazione, fate le veci
di ambasciatori per Cristo",49 partecipi del suo magistero divino,
"dispensatoni dei misteri di Dio"50 e perciò chiamati
"sale della terra e luce del mondo",51 maestri e padri dei
popoli cristiani, "fatti sinceramente esemplari del gregge",52
per essere poi chiamati "grandi nel regno dei cieli",53 voi -
diciamo - che siete come gli anelli d'oro pei quali "compaginato e
connesso"54 tutto il corpo di Cristo, che è la Chiesa, su la
solidità della pietra sorge e si regge.
E dell'esimia
operosità vostra Noi avemmo nuovo e recente argomento, quando per l'occasione
già ricordata, del Congresso Eucaristico internazionale di Roma e per le
solennità centenarie della Congregazione di Propaganda, parecchie centinaia di
Vescovi da tutte le parti del mondo si trovarono intorno a Noi riuniti sulla
tomba dei Santi Apostoli. E quell'incontro fraterno fra tanti pastori di così
differenti parti dell'unico ovile, Ci fece pensare alla possibilità di un
convegno almeno virtualmente generale dell'episcopato cattolico in questo
centro della cattolica unità, per il vantaggio che potrebbe provenirne
opportunamente al riassetto sociale, dopo così profondo scompiglio. La
vicinanza dell'Anno Santo Ci infonde una dolce speranza di vedere effettuato il
Nostro pensiero.
Che, se non
osiamo espressamente includere nel Nostro programma la ripresa e la
continuazione del Concilio Ecumenico che Pio IX, il Pontefice della Nostra
giovinezza, poté bensì largamente preparare, ma di cui poté attuare solo una
parte, sebbene importante, gli è che anche Noi, come il pio condottiero del
popolo eletto, attendiamo, pregando, che il Signore, buono e misericordioso,
voglia darci qualche più chiaro segno del suo volere.55
Intanto, benché
consapevoli che al vostro zelo non dobbiamo aggiungere stimoli, ma piuttosto
tributare ben meritati encomi, tuttavia la coscienza dell'apostolico ufficio e
dell'universale paternità, ci impone di chiedervi sempre più tenere e sollecite
cure verso quelle parti della grande famiglia delle quali a ciascuno di voi è
affidata l'immediata provvidenza.
Per le
informazioni da voi dateci e per la stessa pubblica fama, confermata anche
dalla stampa e da altre prove, Noi sappiamo quanto dobbiamo con voi ringraziare
il buon Dio per il gran bene che, secondo l'opportunità dei tempi, con l'opera
vostra e dei vostri antecessori, si è venuto, in mezzo al clero e a tutto il
vostro popolo fedele, saggiamente maturando e poi, giuste le circostanze,
lodevolmente effettuando e moltiplicando largamente.
|