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23.
Dite dunque, Venerabili Fratelli, ai vostri cleri che sappiamo le loro generose
fatiche su questi diversi campi, e che, anche per averle da vicino vedute e
condivise, altissimamente le apprezziamo: dite che quando essi danno la loro
cooperazione a voi uniti come a Cristo e da voi come da Cristo guidati, allora
più che mai essi sono con Noi, e Noi siamo con essi benedicendoli paternamente.
Non occorre poi
che vi diciamo, Venerabili Fratelli, quale e quanto assegnamento, per
l'esecuzione del programma propostoci, Noi facciamo pure sul clero regolare.
Voi sapete, al pari di Noi, quale contributo esso rechi allo splendore interno
ed alla dilatazione esterna del regno di Cristo; esso, che di Cristo attua non
soltanto i precetti ma anche i consigli; esso, che nel silenzio meditativo dei
chiostri come nel fervore dell'operosità esteriore, attua in frutti di vita i
più alti ideali della perfezione cristiana, tenendo vivo nel popolo cristiano
il richiamo all'alto, con l'esempio continuo della rinuncia magnanima a tutto
quello che è terreno e di privato comodo, per l'acquisto dei tesori spirituali
e per la consacrazione intera al bene comune, con l'opera benefica che arriva a
tutte le miserie corporali e spirituali e per tutte trova un soccorso ed un
rimedio. E in ciò, come ci attestano i documenti della storia ecclesiastica, i
religiosi, per l'impulso della divina carità, avanzarono bene spesso a tal
segno, che nella predicazione del Vangelo diedero anche la Vita per la salute
delle anime, e con la propria morte propagando l'unità della fede e della cristiana
fratellanza, sempre più dilatarono i confini del regno di Cristo.
Dite ai vostri
fedeli del laicato, che quando essi, uniti ai loro sacerdoti ed ai loro
Vescovi, parteciparlo alle opere di apostolato individuale e sociale, per far
conoscere e amare Gesù Cristo, allora più che mai essi sono il genus electum,
il regale sacerdotium, la gens sancta, il popolo di Dio che S. Pietro
magnifica.56 Allora più che mai sono essi pure con noi e con Cristo,
benemeriti essi pure della pace del mondo, perché benemeriti della
restaurazione e dilatazione del regno di Cristo. Poiché solo in questo regno di
Cristo si dà quella vera uguaglianza di diritti, per la quale tutti sono nobili
e grandi della stessa nobiltà e grandezza, nobilitati dal medesimo prezioso Sangue
di Cristo: e quelli che presiedono non sono che ministri del bene comune, servi
dei servi di Dio, degli infermi specialmente e dei più bisognosi, su l'esempio
di Gesù Cristo Signor Nostro.
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