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1.
Nella prima
Enciclica che, asceso al Pontificato, dirigemmo a tutti i Vescovi dell'Orbe
cattolico - mentre indagavamo le cause precipue di quelle calamità da cui
vedevamo oppresso e angustiato il genere umano - ricordiamo d'aver chiaramente
espresso non solo che tanta colluvie di mali imperversava nel mondo perché la
maggior parte degli uomini avevano allontanato Gesù Cristo e la sua santa legge
dalla pratica della loro vita, dalla famiglia e dalla società, ma altresì che
mai poteva esservi speranza di pace duratura fra i popoli, finché gli individui
e le nazioni avessero negato e da loro rigettato l'impero di Cristo Salvatore.
2. Pertanto,
come ammonimmo che era necessario ricercare la pace di Cristo nel Regno di
Cristo, così annunziammo che avremmo fatto a questo fine quanto Ci era
possibile; nel Regno di Cristo - diciamo - poiché Ci sembrava che non si possa
più efficacemente tendere al ripristino e al rafforzamento della pace, che
mediante la restaurazione del Regno di Nostro Signore.
3. Frattanto il
sorgere e il pronto ravvivarsi di un benevolo movimento dei popoli verso Cristo
e la sua Chiesa, che sola può recar salute, Ci forniva non dubbia speranza di
tempi migliori; movimento tal quale s'intravedeva che molti i quali avevano
disprezzato il Regno di Cristo e si erano quasi resi esuli dalla Casa del
Padre, si preparavano e quasi s'affrettavano a riprendere le vie
dell'obbedienza.
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