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Pius PP. XI
Quas primas

IntraText CT - Lettura del testo

  • I. Gesù Cristo è Re.
    • 3. Gesù Cristo si è proclamato Re.
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3. Gesù Cristo si è proclamato Re.

1. Del resto questa dottrina intorno a Cristo Re, che abbiamo sommariamente attinto dai libri del Vecchio Testamento, non solo non viene meno nelle pagine del Nuovo, ma anzi vi è confermata in modo splendido e magnifico. E qui, appena accennando all'annunzio dell'arcangelo da cui la Vergine viene avvisata che doveva partorire un figlio, al quale Iddio avrebbe dato la sede di David, suo padre, e che avrebbe regnato nella Casa di Giacobbe in eterno e che il suo Regno non avrebbe avuto fine (Lc. 1, 32-33) vediamo che Cristo stesso testimonianza del suo impero: infatti, sia nel suo ultimo discorso alle turbe, quando parla dei premi e delle pene, riservate in perpetuo ai giusti e ai dannati; sia quando risponde al Preside romano che pubblicamente gli chiedeva se fosse Re, sia quando risorto affida agli Apostoli l'ufficio di ammaestrare e battezzare tutte le genti, colta l'opportuna occasione, si attribuì il nome di Re (Matth. 25, 31-40), e pubblicamente confermò di essere Re (Joh. 18, 37) e annunziò solennemente a Lui era stato dato ogni potere in cielo e in terra (Matth. 28, 18). E con queste parole che altro si vuol significare se non la grandezza della potestà e l'estensione immensa del suo Regno?

2. Non può dunque sorprenderci se Colui che è detto da Giovanni "Principe dei Re della terra" (Apoc. 1, 5), porti, come apparve all'Apostolo nella visione apocalittica "scritto sulla sua veste e sopra il suo fianco: Re dei re e Signore dei dominanti" (Apoc. 19, 16). Da quando l'eterno Padre costituì Cristo erede universale (Hebr. 1, 2), è necessario che Egli regni finché riduca, alla fine dei secoli, ai piedi del trono di Dio tutti i suoi nemici (I Cor. 15, 25).

3. Da questa dottrina dei sacri libri venne per conseguenza che la Chiesa, regno di Cristo sulla terra, destinato naturalmente ad estendersi a tutti gli uomini e a tutte le nazioni, salutò e proclamò nel ciclo annuo della Liturgia il suo autore e fondatore quale Signore sovrano e Re dei re, moltiplicando le forme della sua affettuosa venerazione. Essa usa questi titoli di onore esprimenti nella bella varietà delle parole lo stesso concetto; come già li usò nell'antica salmodia e negli antichi Sacramentari, così oggi li usa nella pubblica ufficiatura e nell'immolazione dell'Ostia immacolata. In questa laude perenne a Cristo Re, facilmente si scorge la bella armonia fra il nostro e il rito orientale in guisa da render manifesto, anche in questo caso, che "le norme della preghiera fissano i principi della fede".




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