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1.
Che poi
questo Regno sia principalmente spirituale e attinente alle cose spirituali, ce
lo dimostrano i passi della sacra Bibbia sopra riferiti, e ce lo conferma Gesù
Cristo stesso col suo modo di agire.
2. In varie
occasioni, infatti, quando i Giudei e gli stessi Apostoli credevano per errore
che il Messia avrebbe reso la libertà al popolo ed avrebbe ripristinato il
regno di Israele, egli cercò di togliere e abbattere questa vana attesa e
speranza; e così pure quando stava per essere proclamato Re dalla moltitudine
che, presa di ammirazione, lo attorniava, Egli rifiutò questo titolo e questo
onore, ritirandosi e nascondendosi nella solitudine; finalmente davanti al
Preside romano annunciò che il suo Regno "non è di questo mondo".
3. Questo Regno
nei Vangeli viene presentato in tal modo che gli uomini debbano prepararsi ad
entrarvi per mezzo della penitenza, e non possano entrarvi se non per la fede e
per il Battesimo, il quale benché sia un rito esterno, significa però e produce
la rigenerazione interiore. Questo Regno è opposto unicamente al regno di
Satana e alla "potestà delle tenebre", e richiede dai suoi sudditi
non solo l'animo distaccato dalle ricchezze e dalle cose terrene, la mitezza
dei costumi, la fame e sete di giustizia, ma anche che essi rinneghino se
stessi e prendano la loro croce. Avendo Cristo come Redentore costituita con il
suo sangue la Chiesa, e come Sacerdote offrendo se stesso in perpetuo quale
ostia di propiziazione per i peccati degli uomini, chi non vede che la regale
dignità di Lui riveste il carattere spirituale dell'uno e dell'altro ufficio?
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