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1.
Pertanto,
con la Nostra apostolica autorità istituiamo la festa di nostro Signore Gesù
Cristo Re, stabilendo che sia celebrata in tutte le parti della terra l'ultima
domenica di ottobre, cioè la domenica precedente la festa di tutti i Santi.
Similmente ordiniamo che in questo medesimo giorno, ogni anno, si rinnovi la
consacrazione di tutto il genere umano al Cuore santissimo di Gesù, che il
Nostro Predecessore di santa memoria Pio X aveva comandato di ripetere
annualmente.
2. In quest'anno
però, vogliamo che sia rinnovata il giorno trentuno di questo mese, nel quale
Noi stessi terremo solenne pontificale in onore di Cristo Re e ordineremo che
la detta consacrazione si faccia alla Nostra presenza. Ci sembra che non
possiamo meglio e più opportunamente chiudere e coronare 1'Anno Santo, né
rendere più ampia testimonianza della Nostra gratitudine a Cristo, Re immortale
dei secoli, e di quella di tutti i cattolici per i beneficî fatti a Noi, alla
Chiesa e a tutto l'Orbe cattolico durante quesl'Anno Santo.
3. E non fa
bisogno, Venerabili Fratelli, che vi esponiamo a lungo i motivi per cui abbiamo
istituito la solennità di Cristo Re distinta dalle altre feste, nelle quali
sembrerebbe già adombrata e implicitamente solennizzata questa medesima dignità
regale.
4. Basta infatti
avvertire che mentre l'oggetto materiale delle attuali feste di nostro Signore
è Cristo medesimo, l’oggetto formale, però, in esse si distingue del tutto dal
nome della potestà regale di Cristo. La ragione, poi, per cui volemmo stabilire
questa festa in giorno di domenica, è perché non solo il Clero con la
celebrazione della Messa e la recita del divino Officio, ma anche il popolo,
libero dalle consuete occupazioni, rendesse a Cristo esimia testimonianza della
sua obbedienza e della sua devozione.
5. Ci sembrò poi
più d’ogni altra opportuna a questa celebrazione l’ultima domenica del mese di
ottobre, nella quale si chiude quasi l’anno liturgico, così infatti avverrà che
i misteri della vita di Gesù Cristo, commemorati nel corso dell’anno, terminino
e quasi ricevano coronamento da questa solennità di Cristo Re, e prima che si
celebri e si esalti la gloria di Colui che trionfa in tutti i Santi e in tutti
gli eletti.
6. Pertanto
questo sia il vostro ufficio, o Venerabili Fratelli, questo il vostro compito
di far sì che si premetta alla celebrazione di questa festa annuale, in giorni
stabiliti, in ogni parrocchia, un corso di predicazione, in guisa che i fedeli
ammaestrati intorno alla natura, al significato e all’importanza della festa
stessa, intraprendano un tale tenore di vita, che sia veramente degno di coloro
che vogliono essere sudditi affezionati e fedeli del Re divino.
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