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1.
Giunti al
termine di questa Nostra lettera Ci piace, o Venerabili Fratelli, spiegare
brevemente quali vantaggi in bene sia della Chiesa e della società civile, sia
dei singoli fedeli, Ci ripromettiamo da questo pubblico culto verso Cristo Re.
2. Col tributare
questi onori alla dignità regia di nostro Signore, si richiamerà
necessariamente al pensiero di tutti che la Chiesa, essendo stata stabilita da
Cristo come società perfetta, richiede per proprio diritto, a cui non può
rinunziare, piena libertà e indipendenza dal potere civile, e che essa,
nell’esercizio del suo divino ministero di insegnare, reggere e condurre alla
felicità eterna tutti coloro che appartengono al Regno di Cristo, non può
dipendere dall’altrui arbitrio.
3. Di più, la
società civile deve concedere simile libertà a quegli ordini e sodalizi
religiosi d’ambo i sessi, i quali, essendo di validissimo aiuto alla Chiesa e
ai suoi pastori, cooperano grandemente all’estensione e all’incremento del
regno di Cristo, sia perché con la professione dei tre voti combattono la
triplice concupiscenza del mondo, sia perché con la pratica di una vita di
maggior perfezione, fanno sì che quella santità, che il divino Fondatore volle
fosse una delle note della vera Chiesa, risplenda di giorno in giorno vieppiù
innanzi agli occhi di tutti.
4. La
celebrazione di questa festa, che si rinnova ogni anno, sarà anche
d’ammonimento per le nazioni che il dovere di venerare pubblicamente Cristo e
di prestargli obbedienza riguarda non solo i privati, ma anche i magistrati e i
governanti: li richiamerà al pensiero del giudizio finale, nel quale Cristo,
scacciato dalla società o anche solo ignorato e disprezzato, vendicherà
acerbamente le tante ingiurie ricevute, richiedendo la sua regale dignità che
la società intera si uniformi ai divini comandamenti e ai principî cristiani,
sia nello stabilire le leggi, sia nell'amministrare la giustizia, sia
finalmente nell'informare l'animo dei giovani alla santa dottrina e alla
santità dei costumi.
5. Inoltre non è
a dire quanta forza e virtù potranno i fedeli attingere dalla meditazione di
coteste cose, allo scopo di modellare il loro animo alla vera regola della vita
cristiana.
6. Poiché se a
Cristo Signore è stata data ogni potestà in cielo e in terra; se tutti gli
uomini redenti con il Sangue suo prezioso sono soggetti per un nuovo titolo
alla sua autorità; se, infine, questa potestà abbraccia tutta l'umana natura,
chiaramente si comprende, che nessuna delle nostre facoltà si sottrae a tanto
impero.
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