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1.
È
necessario, dunque, che Egli regni nella mente dell'uomo, la quale con perfetta
sottomissione, deve prestare fermo e costante assenso alle verità rivelate e
alla dottrina di Cristo; che regni nella volontà, la quale deve obbedire alle
leggi e ai precetti divini; che regni nel cuore, il quale meno apprezzando gli
affetti naturali, deve amare Dio più d'ogni cosa e a Lui solo stare unito; che
regni nel corpo e nelle membra, che, come strumenti, o al dire dell’Apostolo
Paolo, come "armi di giustizia" (Rom. 6, 13) offerte a Dio devono
servire all'interna santità delle anime. Se coteste cose saranno proposte alla
considerazione dei fedeli, essi più facilmente saranno spinti verso la
perfezione.
2. Faccia il
Signore, Venerabili Fratelli, che quanti sono fuori del suo regno, bramino ed
accolgano il soave giogo di Cristo, e tutti, quanti siamo, per sua
misericordia, suoi sudditi e figli, lo portiamo non a malincuore ma con
piacere, ma con amore, ma santamente, e che dalla nostra vita conformata alle
leggi del Regno divino raccogliamo lieti ed abbondanti frutti, e ritenuti da
Cristo quali servi buoni e fedeli diveniamo con Lui partecipi nel Regno celeste
della sua eterna felicità e gloria.
3. Questo nostro
augurio nella ricorrenza del Natale di nostro Signore Gesù Cristo sia per voi,
o Venerabili Fratelli, un attestato del Nostro affetto paterno; e ricevete
l’Apostolica Benedizione, che in auspicio dei divini favori impartiamo ben di
cuore a voi, o Venerabili Fratelli, e a tutto il popolo vostro.
Dato a Roma,
presso S. Pietro, il giorno 11 Dicembre dell’Anno Santo [1925], quarto del
Nostro Pontificato.
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