XI.
1.
Volesse il
Cielo che toccasse a Noi di realizzare quanto non riuscì ai Nostri
predecessori: di poter abbracciare con effusione paterna i figli di cui
piangiamo il doloroso abbandono; così il Salvatore che vuol tutti gli uomini
salvi e consapevoli della verità, ascoltando la nostra appassionata preghiera
si degnasse di richiamare tutti gli erranti alla unità della Chiesa!
2. E per
conseguire cosi difficile intento invochiamo, e vogliamo s’invochi,
l’intercessione della Beata Vergine Maria Madre della grazia divina, vincitrice
di ogni eresia ed aiuto dei cristiani, perché ci ottenga quanto prima il
sorgere di quel desideratissimo giorno in cui tutti gli uomini udranno la voce
del suo Figliolo divino "conservando nel vincolo della pace l’unità dello
Spirito".
3. Voi ben
comprendete, venerabili fratelli, quanto questo ritorno Ci stia a cuore e
desideriamo che lo sappiano tutti i Nostri figli, non soltanto i cattolici ma
anche quelli da Noi separati. E non v’è dubbio che se richiedono con umiltà di
preghiera lumi celesti riconosceranno l’unica vera chiesa di Cristo e vi
entreranno finalmente uniti con Noi in perfetta carità.
4. In questa
attesa a voi, venerabili fratelli, al vostro clero e popolo impartiamo di
cuore, auspicio di doni divini e conferma di benevolenza paterna, l’apostolica
benedizione.
Data a Roma,
presso S. Pietro, il 6 Gennaio 1928, Festa dell’Epifania di Nostro Signore Gesù
Cristo, nell’anno VI del Nostro Pontificato.
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