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Pius PP. XI
Divini illius Magistri

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XLIII.

Ciò però non toglie che per la retta amministrazione della cosa pubblica e per la difesa interna ed esterna della pace, cose tanto necessarie al bene comune e che richiedono speciali attitudini e speciale preparazione, lo Stato si riservi l'istituzione e la direzione di scuole preparatorie ad alcuni suoi dicasteri e segnatamente alla milizia, purché abbia cura di non ledere i diritti della Chiesa e della famiglia in quello che loro spetta. Non è inutile ripetere qui in particolare questa avvertenza, perché ai tempi nostri (in cui va diffondendosi un nazionalismo quanto esagerato e falso, altrettanto nemico di vera pace e prosperità) si sogliono eccedere i giusti limiti nell'ordinare militarmente l'educazione così detta fisica e dei giovani (e talora anche delle giovinette, contro la natura stessa delle cose umane), spesso ancora invadendo oltre misura, nel giorno del Signore, il tempo che deve restare dedicato ai doveri religiosi, e al santuario della vita familiare. Non vogliamo del resto biasimare quello che vi può essere di buono nello spirito di disciplina e di legittimo ardimento in siffatti metodi, ma soltanto ogni eccesso, quale, per esempio, lo spirito di violenza, che non è da scambiare con lo spirito di fortezza né con il nobile sentimento del valore militare in difesa della patria e dell'ordine pubblico; quale ancora l'esaltazione dell'atletismo, che della vera educazione fisica, anche per l'età classica pagana, segnò la degenerazione e la decadenza. 1n generale poi, non solo per la gioventù ma per tutte le età e condizioni, appartiene alla società civile, allo Stato, l'educazione che può chiamarsi civica, la quale consiste nell'arte di presentare pubblicamente agli individui associati tali oggetti di cognizione ragionevole, d'immaginazione, di sensazione, che invitino le volontà all'onesto e ve lo inducano per una morale necessità; sia nella parte positiva che presenta tali obietti, sia nella negativa che impedisce i contrari (P. L. Taparelli, Saggio teoretico di Diritto Naturale, n. 922: opera non mai abbastanza lodata e raccomandata allo studio dei giovani universitari; cfr. discorso Nostro del 18-12-1927). La quale educazione civica, talmente ampia e molteplice da comprendere quasi tutta l'opera dello Stato per il bene comune, come deve essere informata alle norme della rettitudine, così non può contraddire alla dottrina della Chiesa, che di queste norme è Maestra divinamente costituita.




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