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| Pius PP. XI Divini illius Magistri IntraText CT - Lettura del testo |
Similmente erroneo e pernicioso per l'educazione cristiana è il così detto metodo della "coeducazione" fondato anch'esso, per molti, sul naturalismo negatore del peccato originale, oltre che, per tutti i sostenitori di questo metodo, su una deplorevole confusione di idee che scambia la legittima convivenza umana con la promiscuità ed eguaglianza livellatrice. Il Creatore ha ordinato e disposto la convivenza perfetta dei due sessi soltanto nell'unità del matrimonio, e a grado a grado distinta nella famiglia e nella società. Inoltre, non vi ha nella natura stessa, che li fa diversi nell'organismo, nelle inclinazioni e nelle attitudini, nessun argomento che vi possa o debba essere promiscuità e molto meno eguaglianza di formazione dei due sessi. Questi, conforme agli ammirevoli disegni del Creatore, sono destinati a completarsi reciprocamente nella famiglia e nella società, appunto per la loro diversità, la quale perciò deve essere mantenuta e favorita nella formazione educativa, con la necessaria distinzione e corrispondente separazione, proporzionata alle varie età e circostanze. I quali principi vanno applicati a tempo e a luogo, secondo le norme della prudenza cristiana, a tutte le scuole, segnatamente nel periodo più delicato e decisivo della formazione, qual è quello dell'adolescenza: e nelle esercitazioni ginnastiche e di diporto, con particolare riguardo alla modestia cristiana della gioventù femminile alla quale gravemente disdice ogni esibizione e pubblicità.