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| Pius PP. XI Divini illius Magistri IntraText CT - Lettura del testo |
Quanto all'estensione della missione educativa della Chiesa, essa si allarga su tutte le genti senza limitazioni, secondo il mandato di Cristo: " Ammaestrate tutte le genti" (Matth. XXVIII, 19); né vi ha potestà terrena che possa legittimamente contrastarla o impedirla. E dapprima si estende su tutti i fedeli, dei quali essa ha sollecita cura come tenerissima Madre. E perciò per essi ha in tutti i secoli creato e promosso una moltitudine ingente di scuole ed istituzioni in ogni ramo di sapere; poiché - come dicemmo in una recente occasione - "fino in quel lontano medioevo, nel quale erano così numerosi (qualcuno ha voluto dire fin troppo numerosi) i monasteri, i conventi, le chiese, le collegiate, ì Capitoli cattedrali e non cattedrali, presso ognuna di queste istituzioni era un focolare scolastico, un focolare di istruzione e di educazione cristiana. Ed a tutto ciò bisogna aggiungere le Università, sparse in ogni paese e sempre per iniziativa e sotto la guardia della Santa Sede e della Chiesa. Quello spettacolo magnifico che ora vediamo meglio, perché è più vicino a noi e in condizioni più grandiose, come portano le condizioni del secolo, fu lo spettacolo di tutti i tempi, e coloro che studiano e confrontano gli avvenimenti restano meravigliati di quello che la Chiesa ha saputo fare in questo ordine di cose, meravigliati del modo col quale la Chiesa ha saputo corrispondere a quella missione che Iddio le affidava, di educare le generazioni umane alla vita cristiana, e raggiungere tanti magnifici frutti e risultati. Ma se desta meraviglia che la Chiesa in ogni tempo abbia saputo raccogliere intorno a sé centinaia e migliaia e milioni di allievi della sua missione educatrice, non minore è quella che vi deve colpire, quando si riflette a quello che ha saputo fare, non solo nel campo della educazione, ma anche in quello della istruzione vera e propria. Poiché, se tanti tesori di cultura, di civiltà, di letteratura si sono potuti conservare, si debbono a quell'atteggiamento per il quale la Chiesa, anche nei più lontani e barbari tempi, ha saputo far brillare tanta luce nel campo delle lettere, della filosofia, dell'arte e particolarmente dell'architettura" (Discorso agli alunni del Collegio di Mondragone, 1929).