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| Pius PP. XI Divini illius Magistri IntraText CT - Lettura del testo |
Ora l'educazione della gioventù è appunto una di tali cose, che appartengono alla Chiesa e allo Stato "benché in modo diverso", come abbiamo sopra esposto. "Deve dunque - prosegue Leone XIII - fra le due potestà regnare una ordinata armonia, la quale coordinazione non a torto viene paragonata a quella per cui l'anima e il corpo nell'uomo sì associano. Quale e quanta essa sia, non si può altrimenti giudicare se non riflettendo, come dicemmo, alla natura di ciascuna d'esse con riguardo alla eccellenza e nobiltà del fine; essendo all'una prossimamente e propriamente demandato di curare l'utile delle cose mortali, all'altra invece di procurare i beni Celesti e sempiterni. Tutto ciò pertanto che v'ha nelle cose umane di, in qualche modo, sacro, tutto ciò che si riferisce alla salute delle anime e al culto di Dio, sia esso tale per sua natura o tale si consideri in ragione del fine cui tende, tutto ciò sottostà al potere e alle disposizioni della Chiesa; il resto, che rimane nell'ordine civile e politico, è giusto che dipenda dalla civile autorità, avendo Gesù Cristo comandato di dare a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio" (Enc. Immortale Dei).