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| Pius PP. XI Divini illius Magistri IntraText CT - Lettura del testo |
Quanto alla inviolabilità di questo diritto, ne dà ragione l'Angelico: "Il figlio infatti naturalmente è qualche cosa del padre… onde è di diritto naturale che il figlio, avanti l'uso di ragione, sia sotto la cura del padre. Sarebbe pertanto andar contro la giustizia naturale, se il fanciullo avanti l'uso di ragione fosse sottratto alla cura dei genitori, o di lui in qualche modo si disponesse contro la volontà dei genitori" (S. Thom. II-II, Q, X, a. 12). E poiché l'obbligo della cura dei parenti continua sino a quando la prole sia in grado di provvedere a se stessa, perdura anche il medesimo inviolabile diritto educativo dei genitori: "Poiché la natura non intende soltanto la generazione della prole, ma anche il suo svilupparsi e progredire fino al perfetto stato dell'uomo in quanto è -uomo, cioè lo stato di virtù", dice il medesimo Angelico Dottore (Suppl. S. Thom. 3 p., Q. XLI, a. 1).