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1.
A ciò vi
gioverà immensamente quel mezzo, che il Nostro predecessore di santa memoria
Pio X nella sua così pia e così affettuosa Exhortatio ad Clerum catholicum
, la cui assidua lettura caldamente vi raccomandiamo, pone in primo luogo tra i
più validi aiuti per custodire ed accrescere la grazia sacerdotale; quel mezzo
che Noi stessi più volte, e soprattutto con la Nostra Lettera Enciclica Mens
Nostra , abbiamo paternamente e solennemente inculcato a tutti i Nostri
figli, ma più specialmente ai sacerdoti; cioè l’uso frequente degli Esercizi
spirituali. E come al chiudersi del Nostro giubileo sacerdotale non abbiamo
creduto di poter dare ai Nostri figli un migliore e più salutare ricordo di
quella fausta ricorrenza, che con l’invitarli per mezzo della ricordata Lettera
ad attingere più largamente l’acqua viva che sale alla vita eterna (cf. Gv
4,14), a questa fonte perenne aperta da Dio provvidenzialmente nella sua
Chiesa, così ora a voi, diletti figli, che più ci siete cari, perché più
direttamente lavorate con Noi all’avvento del Regno di Cristo sulla terra, non
crediamo di poter meglio mostrare il Nostro paterno affetto che con l’esortarvi
vivamente a valervi di questo stesso mezzo di santificazione, nel miglior modo
possibile, secondo i principi e le norme da Noi esposte nella memorata
Enciclica, chiudendovi nel sacro ritiro degli Esercizi spirituali, non solo nei
tempi e nella misura strettamente prescritta dalle leggi ecclesiastiche , ma
anche più spesso e più a lungo che vi sarà concesso, prendendovi poi ogni mese
un giorno per consacrarlo ad una più fervida orazione, ad un maggior
raccoglimento, come hanno sempre usato i più zelanti sacerdoti.
2. Nel ritiro e
nel raccoglimento potrà pure "ravvivare la grazia di Dio" (cf. 2Tm
1,6) chi mai fosse entrato "nell’eredità del Signore "non per la via
diritta della vera vocazione, ma per fini terreni o meno nobili; poiché,
essendo anch’esso ormai indissolubilmente legato a Dio e alla Chiesa, non gli rimane
che di seguire il consiglio di San Bernardo: "Procura d’ora in avanti di
rendere buone le tue vie e i tuoi affetti, e santo il tuo ministero; e così se
la santità della vita non è preceduta, che almeno essa segua" . La grazia
di Dio, e segnatamente quella che è propria del sacramento dell’Ordine, non
mancherà di aiutarlo, se sinceramente lo desidera, a correggere quello che
allora vi fu di difettoso nelle disposizioni personali, e a compiere tutti i
doveri del proprio stato, comunque ci sia entrato.
3. Tutti poi dal
raccoglimento e dalla preghiera uscirete rinfrancati contro le insidie del
mondo, pieni di santo zelo per la salute delle anime, tutti infiammati d’amore
in Dio, quali devono essere i sacerdoti, più che mai in questi tempi, nei
quali, accanto a tanta corruzione e diabolica perversità, si sente in tutte le
parti del mondo, un potente risveglio religioso nelle anime, un soffio dello
Spirito Santo che pervade il mondo per santificarlo e per rinnovare con la sua
forza creatrice la faccia della terra (cf. Sal 104,30). Pieni di questo Spirito
Santo, comunicherete questo amor di Dio come sacro incendio a quanti vi si
accosteranno, diventando davvero portatori di Cristo in mezzo alla società così
sconvolta, la quale solo da Gesù Cristo può sperare salvezza perché egli solo e
sempre è "veramente il Salvatore del mondo" (Gv 4,42).
4. E prima di
terminare, a voi, o giovani chierici, che vi educate al sacerdozio, rivolgiamo
con una tenerezza tutta particolare il Nostro pensiero e la Nostra parola, e
dall’intimo del cuore vi raccomandiamo di prepararvi con ogni impegno alla
grande missione, a cui Dio vi chiama. Voi siete le speranze della Chiesa e dei
popoli, che molto, tutto anzi aspettano da voi, perché da voi aspettano quella
attiva e vivificante cognizione di Dio e di Gesù Cristo, in cui consiste la
vita eterna (cf. Gv 17,3). Cercate dunque nella pietà, nella purezza,
nell’umiltà, nell’obbedienza, nella disciplina e nello studio, di formarvi
sacerdoti davvero secondo il Cuore di Dio; persuadetevi che la diligenza, con
cui attenderete a questa vostra solida formazione, per quanto accurata e
solerte, non sarà mai eccessiva, perché da essa in gran parte dipende tutta la
vostra futura attività apostolica. Fate che la Chiesa, nel giorno della vostra
sacerdotale ordinazione, possa trovarvi davvero quali vi vuole, che cioè
"una sapienza celeste, costumi illibati e una diuturna osservanza della
giustizia vi renda commendevoli", affinché poi "il profumo della
vostra vita sia di consolazione alla Chiesa di Cristo, perché con la predicazione
e con l’esempio abbiate ad edificare la casa, cioè la famiglia di Dio" .
Solo così potrete continuare le gloriose tradizioni del sacerdozio cattolico e
affrettare l’ora auspicatissima in cui sarà dato all’umanità di godere i frutti
della Pace di Cristo nel Regno di Cristo.
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