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| Benedictus PP. XV Spiritus Paraclitus IntraText CT - Lettura del testo |
Oltre che alla grazia divina, egli si rimette all'autorità della tradizione così pienamente da affermare di aver appreso "tutto quello che non sapeva, non da lui stesso, cioè alla scuola di quel cattivo maestro che è l'orgoglio, ma dagli illustri Dottori della Chiesa" (Ep. CVIII, XXVI, 2). Confessa infatti "di non essersi mai fidato delle proprie forze per ciò che concerne la Sacra Scrittura" (Ad Domnionem et Rogatìanum in I. Par. Prefaz.), e in una lettera a Teofilo, Vescovo d'Alessandria, egli cosi formula la regola secondo la quale aveva ordinato la sua vita e le sue sante fatiche: "Sappi dunque che nulla ci sta più a cuore che salvaguardare i diritti del Cristianesimo, non cambiar nulla al linguaggio dei Padri e non perdere mai di vista questa Romana fede, di cui l'Apostolo fece l'elogio" (Ep. LXIII, 2).