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| Benedictus PP. XV Spiritus Paraclitus IntraText CT - Lettura del testo |
Noi già sappiamo, Venerabili Fratelli, quale profondo rispetto, quale amore entusiasta egli nutriva per la Chiesa Romana e per la Cattedra di San Pietro; sappiamo con quale vigore egli combattesse contro i nemici della Chiesa. Così scriveva, esprimendo il suo compiacimento ad Agostino, suo giovane compagno d'armi, che sosteneva le medesime battaglie e si rallegrava d'essersi come lui attirato l'ira degli eretici: "Evviva il tuo valore! Il mondo intero ha gli occhi su di te. I cattolici venerano e riconoscono in te il restauratore della fede dei primi tempi del Cristianesimo e, indice ancor più glorioso, tutti gli eretici ti maledicono e con te mi perseguitano d'uno stesso odio, per potere, dato che il loro gladio non ne ha la forza, ucciderci col desiderio" (Ep. CXLI, 2; cfr. Ep. CXXIV, 1). Questa testimonianza si trova egregiamente confermata nel "Sulpizio Severo" di Postumiano: "Una lotta continua e un duello ininterrotto contro i malvagi hanno concentrato su San Gerolamo l'odio dei perversi. In lui gli eretici odiano colui che non cessa di attaccarli, e i chierici colui che rimprovera la loro vita e le loro colpe. Ma tutti gli uomini virtuosi, senza eccezione alcuna, l'amano e l'ammirano" (Postumianus apud Sulp. Sev., Dial. 1, 9).