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| Paulus PP. VI All’Assemblea Generale dell’Onu IntraText CT - Lettura del testo |
1. Il Nostro messaggio vuol essere, in primo luogo, una ratifica morale e solenne di questa altissima istituzione. Questo messaggio viene dalla Nostra esperienza storica; Noi, quale "esperto in umanità", rechiamo a questa organizzazione il suffragio dei Nostri ultimi predecessori, quello di tutto l’episcopato cattolico, e Nostro, convinti come siamo che essa rappresenta la via obbligata della civiltà moderna e della pace mondiale.
2. Dicendo questo Noi sentiamo di fare Nostra la voce dei morti e dei vivi; dei morti, caduti nelle tremende guerre passate sognando la concordia e la pace del mondo; dei vivi, che a quelle sono sopravvissuti portando nei cuori la condanna per coloro che tentassero di rinnovarle; e di altri vivi ancora, che avanzano nuovi e fidenti, i giovani delle presenti generazioni, che sognano a buon diritto una migliore umanità. E facciamo Nostra la voce dei poveri, dei diseredati, dei sofferenti, degli anelanti alla giustizia, alla dignità della vita, alla libertà, al benessere e al progresso. I popoli guardano alle Nazioni Unite come verso l’ultima speranza della concordia e della pace: Noi osiamo, col Nostro, portare qua il loro tributo di onore e di speranza. Ecco perché questo momento è grande anche per voi.