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21.
Gli abissi della pena dei vizi, i regni sereni dove le anime vengono purificate
da ogni macchia, le ardue vette a cui conducono i molteplici cammini di
santità, e coloro che furono altissimi modelli di santità — quali lodi vengono
tessute di san Francesco, san Domenico, san Pier Damiani, san Benedetto da
Norcia, san Romualdo, san Bernardo! —, tutto ciò sale a raggiungere un vertice.
Per chi dunque ne coglie il senso salutare, i cento canti costituiscono cento
gradini di una scala, come quella che Giacobbe vide in sogno, che salgono dai
luoghi più bassi alla luce della Santissima Trinità. E prima del gradino più
elevato sta la Vergine Maria, Madre di Dio, che san Bernardo prega di aiutare
come avvocata propizia il pellegrino nuovo e inesperto affinché il suo
desiderio supremo venga soddisfatto.
22.
Certamente Maria — "Il nome del bel fior ch’io sempre invoco / e mane e
sera",10 colei "che là su vince, come qua giù
vinse"11 — appare al poeta fiorentino amministratrice dei doni
celesti; essa, fulgida porta del cielo, rimuove le distanze che separano il
Creatore e le creature e introduce a fissare la mente in Cristo e nella Verità
Suprema: "Or questi, che da l’infima lacuna / de l’universo infin qui
ha vedute / le viste spiritali ad una ad una, / supplica a te, per grazia, di
virtute / tanto, che possa con li occhi levarsi / più alto verso l’ultima
salute. / E io, che mai per mio veder non arsi / più ch’i’ fo per lo suo, tutti
miei preghi / ti porgo, e priego che non sieno scarsi, / perché tu ogni nube li
disleghi / di sua mortalità co’ prieghi tuoi, / sì che ‘l sommo piacer li si
dispieghi.12
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